martedì 27 dicembre 2016

GLI ASSIRI: Assurbanipal

Assurbanipal, il Sardanapalo dei greci, è un sovrano dalla personalità eclettica, di letterato, molto distante dall'idea di regalità espresso da Assurnasirpal II prima e da Sargon II poi. Con Assurbanipal cambiano i programmi figurativi dei nuovi complessi scultorei conosciuti presso i palazzi di Ninive. La celebrazione della sua personalità non passa tramite l'esaltazione delle gesta di guerra o la magnificazione dell'apparato amministrativo e burocratico che controlla il regno; il re si fa vanto di essere un esperto scriba, in grado di interpretare testi sumerici e akkadici, di essere un buon matematico e astronomo. 
La creazione di una biblioteca nel palazzo di Ninive esprime appieno l'intellualismo di questo sovrano. Le campagne militari da lui decise sono ora rappresentate in un insieme caotico di eventi dove il re non è più parte integrante della lotta, ma diventa spettatore distaccato di battaglie il cui destino è già segnato, lo stratega, l'artefice di vittorie festeggiate in ambienti bucolici ma crudamente ricordate dalla testa tagliata del nemico vinto.
Assurbanipal è l'ultimo sovrano neoassiro capace di organizzare e tenere unito il regno prima dell'ascesa di nuove autonomie politiche , di origine orientale; infatti, sebbene il re sappia porre rimedio alle continue rivolte di Babilonia e riesca a penetrare fino in territorio elamita saccheggiando e distruggendo una delle sue capitali (Susa), nuove genti del nord-est (cimmeri, sciti, mannei e medi) determinarono nuovi rapporti di forza che, con la rinascita di Babilonia, aggraveranno la crisi assira.

sabato 24 dicembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: la pittura

Tracce di tecniche pittoriche in epoca neoassira sono presenti negli edifici palatini e di culto; le tecniche usate sono:
  • la pittura a secco
  • la pittura invetriata su lastre in argilla 
  • mattoni dipinti invetriati, spesso anche a rilievo su una sola faccia
Le pitture su parete meglio conservate provengono dal palazzo siriano di Til Barsip: le pitture subirono diversi rifacimenti e restauri, ma appare probabile che la maggior parte di esse fu eseguita dal turtanu (governatore) Shamshi-Ilu. Questo ciclo pittorico doveva aver avuto un importante sviluppo nelle successive realizzazioni di Khorsabad dove, nel palazzo Reale e nella residenza K, sono state rinvenute tracce di pitture, in alcuni casi straordinariamente conservate.
Una pittura, in particolare, in rosso, blu e nero, raffigurava Sargon II, suo figlio Sennacherib e il dio Assur inseriti in un fregio dal profilo centinato secondo forme ispirate alle stele in pietra erette dai sovrani neoassiri. Assur, con tiara tronco-conica a plurime corone, è rappresentato mentre riceve, su una terrazza templare, Sargon II (che porta con sé gli emblemi  regali, mazza e tiara neoassira, e alza il braccio destro con pugno chiuso e indice alzato) e Sennacherib, principe ereditario, con in mano i simboli di equità e giustizia generalmente associati al dio solare Shamash. L'impianto scenico centrale è circondato da tre fregi divisi in bande di decorazioni geometriche  che contenevano geni alati speculari ai lati di rosette e cavalli che fiancheggiavano decorazioni a stella.
Tutto il ciclo pittorico di Sargon II sembra seguire i dettami imposti dal sovrano nella realizzazione della decorazione scultorea dei rilievi del palazzo Reale; l'intera rappresentazione esprime solennità e serenità , secondo uno stile privo di enfasi che vuole trasmettere un nuovo ideale universale nella concezione imperiale. 

Gli stessi elementi si ritrovano nel II ciclo pittorico di Til Barsip, generalmente attribuito alle botteghe di Assurbanipal, dove si realizzano copie dei rilievi di caccia della sala C del palazzo Nord di Ninive. E' possibile che il programma figurativo propagandistico dei sovrani di Assiria includesse un capillare e attento sforzo sui cicli pittorici e probabilmente sugli arazzi  che dovevano rappresentare non solo un elemento decorativo interno alla fabbrica palaziale ma anche un veicolo di trasmissione iconografica e ideologica delle virtù del sovrano.

martedì 20 dicembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: alcuni esempi di rilievo

RILIEVO DI ASSURNASIRPAL II
I rilievi del palazzo Nord-Ovest mostrano un grande senso ritmico delle rappresentazioni e degli eventi, un modello massivo delle immagini rappresentato, un esasperato grafismo dei tratti anatomici delle figure, un piatto rilievo che permea ogni immagine, un'esplosiva energia conferita dall'elevato numero di figure, dal mancato utilizzo della simmetria, dal caotico incedere dell'esercito assiro.


L'immagine del re nella sala del trono B di Kakhu è onnipresente: il sovrano si mimetizza alla proprie milizie, compie le stesse azioni dei proprio soldati, e la sua identificazione non è dunque immediata. La narrazione storica porta a una mancata attenzione sugli aspetti naturalistici dove spesso le esigenze compositive del racconto condizionano i rapporti dimensionali tra figure tanto da rendere la rappresentazione spesso incoerente sul piano ottimo. Il progetto decorativo delle sale del complesso palaziale voluto da Assurnasirpal II a Nimrud rappresenta il primo grande ciclo di rilievi di carattere epico-narrativo dell'arte neoassira. La decorazione parietale celebra la figura eroica del re sfruttando ininterrotti registri narrativi. Le iscrizioni reali di Assurnasirpal II ricordano l'assedio della città fortificata di Udu. Anche il principe ereditario partecipa all'assedio della città.

RILIEVO DI SARGON II
In questi nuovi canoni di stile e forma la figura umana viene maggiormente valorizzata secondo una nuova ricerca naturalistica che privilegia la staticità rispetto al dinamismo. 
Il modello si fa più accentuato, i volti delle figure sono rappresentati con guance carnose, sopracciglia al altorilievo, curve sinuose , soprattutto quelle delle spalle. I rilievi scultorei conosciuti a Khorsabad introducono novità, soprattutto nel modo di pensare e presentare il sovrano. La staticità e la ieraticità di alcune rappresentazioni conferiscono un'atmosfera rilassata, di calma e pacato controllo. Il programma figurativo di Khorsabad esprime sicurezza per una sovranità che non sente più il bisogno di mostrare l'ininterrotto succedersi di trionfi militari, ma i vantaggi di un impero universale che reca benefici a tutti coloro che ne fanno parte. Sargon II è rappresentato con il copricapo tronco-conico, l'asta e la mazza della regalità. Rispetto al rilievo delle officine reali di Assurnasirpal II, l'ampiezza delle spalle è ridotta e la visione quasi a tre quarti mitiga lo sviluppo orizzontale  della figura; in altri casi la rappresentazione è esclusivamente resa di profilo, privilegiando lo sviluppo verticale dei personaggi.
Il vestito è molto più lungo rispetto ai periodi precedenti: i bordi del mantello sono schematici e scarni, mentre la parte inferiore della veste è pressoché priva di decorazioni, più discreta, austera e solenne. Le figure sono ora meno "pesanti", leggermente più slanciate, inserite in uno spazio non più caotico e riduttivo dell'immagine del sovrano. Il principe ereditario Sennacherib è fermo davanti la figura di Sargon, privo del copricapo reale, ma con una lunga veste decorata da linee incise verticali.

RILIEVO DI ASSURBANIPAL 
L'intera lastra rappresenta la battaglia sull'Ulai vinta da Assurbanipal. Le figure, al contrario di quanto conosciuto nel classicismo sargonide o nel miniaturismo plastico di Sennacherib, rifiutano schemi fissi, strutture compositive rigide e ripetitive; i soldati interferiscono nella rappresentazione, comunicano, interagiscono fisicamente, mostrano posture sempre diverse.
Con Assubanipal il rilievo torna a essere piatto e la composizione, anche se affollatissima e ricca di dettagli, diventa più leggera e di facile lettura. La divisione in registri è subordinata all'evento narrativo e alle esigenze della rappresentazione. Le iscrizioni ricordano la vittoria di Assurbanipal contro gli elamiti lungo il fiume Ulai, nella battaglia di Til Tuba. 
L'esercito assiro, riconoscibile dai soldati con copricapo a punta, attacca le milizie elamite rappresentate con una larga fascia sul capo che termina con un nodo sulla nuca. Alle scene di assedio e battaglie campali di Nimrud e Khorsabad si sostituisce ora un forte realismo che si anima in rappresentazioni molteplici e diversificate dove ogni singolo confronto, che determina una visione corale, raffigura la spietata carneficina che si svolge nel luogo della battaglia. I nemici sono massacrati e mutilati con asce e picche, i corpi senza vita rantolano nella palude, i cavalli giacciono agonizzanti tra i resti dei carri da guerra.

sabato 3 dicembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: il rilievo

I rilievi parietali dei grandi complessi palaziali d'Assiria erano decorati con le imprese di guerre dei sovrani; questa tipologia artistica, che condizionò anche babilonesi e persiani, rappresenta una straordinaria testimonianza di quali fossero i mezzi di propaganda e diffusione delle imprese del sovrano. L'arte del rilievo storico narrativo sembra essere stata ereditata dal periodo medioassiro, come permette di ipotizzare l'altare di Tukulti-Ninurta I che, per la prima volta, mostra grande attenzione alle gesta di guerra del sovrano. Si riconosce una certa continuità ideologia e artistica nell'Obelisco bianco di Ninive, forse eretto da Assurnasirpal II nei suoi primi anni di regno, in cui si celebrano, usando la divisione in registri, alcuni episodi di guerra. 
La realizzazione su scala monumentale del progetto figurativo noto come Obelisco bianco e, solo in parte, ricostruito nell'Obelisco di Rassam, avviene lungo le pareti dei palazzi di Assiria:
Il palazzo Nord-Ovest di Assurnasirpal II, il palazzo Centrale di Tiglath-Pileser III a Kalkhu, il palazzo Reale di Sargon II e Khorsabad, il palazzo Nord di Sennacherib e il palazzo Sud-Ovest di Assurbanipal (entrambi a Ninive) accolgono i più monumentali cicli narrativi scultorei della storia dell'arte del Vicino Oriente antico.
Assurnasirpal II caccia un leone (Palazzo Nord-Ovest)
 Le lastre verticali del palazzo Centrale di Kalkhu sono quasi prive di rilievo che appare molto schiacciato; le rappresentazioni sono prive di dinamismo e di vivacità espressiva. 
Il complesso della decorazione scultorea del palazzo di Khorsabad voluto da Sargon II permette, invece, di riconoscere nuovi temi e composizioni che esprimono un modello diverso di regalità.
Le decorazioni parietali rappresentano scene di cortei che si susseguono verso la figura del re che emana sicurezza e tranquillità. Le dispute militari, la progressione dell'esercito assiro, gli assedi e gli scontri rimangono isolati in una cornice figurativa più ampia dove il sovrano vuole essere rappresentato come il calmo regnante del proprio impero. 
Con Sargon II si glorifica lo Stato e l'ideale universale dell'impero. Nel celebrare il sovrano si mescolano, in modo sapiente, l'immagine del re forte e saldo e quella dell'aristocrazia assira. 
La grande innovazione nel ciclo decorativo parietale di Sannacherib  consiste invece nel fatto che in ogni sala è rappresentato un singolo evento, con una descrizione accurata della preparazione bellica. dell'assedio, della battaglia, della presa della città e della deportazione dei prigionieri. Viene recuperato l'ambiente naturale. Il contesto ambientale è reso con più attenzione e dettagli curati inseriti in ampie scenografie.
Con Assurbanipal i rilievi del palazzo Nord di Ninive documentano grande realismo e crudezza degli episodi bellici. Le scene di caccia devono rinnovare la figura del re che domina sulle forze del caos, secondo la tradizione che vuole il sovrano responsabile dell'ordine cosmico e dell'immutabilità degli eventi. Viene introdotto un nuovo modo di concepire lo spazio, non più dettagliato e descritto secondo i canoni naturalistici di Sannacherib ma astratto, privo di ogni riferimento paesaggistico.

martedì 29 novembre 2016

GLI ASSIRI: Assurnasirpal II

L'impegno militare di Assurnasirpal II permette di gettare le basi di una più ampia organizzazione imperiale che ha il proprio nucleo politico e amministrativo all'interno  del cosiddetto triangolo d'Assiria. Con Assurnasirpal II la capitale viene spostata a Kalkhu, piccola città medioassira che verrà ristrutturata, ampliata e decorata fino a diventare una delle più splendide capitali del regno.
Il programma figurativo di Assurasirpal II si integra a una lunga serie di epiteti (potente, energico, importante, lodevole, possente, splendente) che il sovrano usa in modo meno generico di quanto si facesse in passato, esaltando, una volta di più, qualità morali e fisiche indispensabili per la buona riuscita delle azioni militari. Il re assiro compare in prima persona, è il protagonista assoluto delle dispute militari, come arciere alla base di una fortezza assediata, alla testa dell'esercito negli assedi di città fortificate, mentre conduce i propri uomini in battaglie campali, con le truppe mentre attraversa l'Eufrate o riceve i tributi delle città sottomesse; la lettura complessiva dell'impianto figurativo non solo presenta il sovrano bene inserito tra i soldati  del suo esercito, ma genera un nuovo modello eroico in cui il re diventa il guerriero imbattibile che sconfigge avversari e distrugge rocche inespugnabili.
Questa tradizione epica della figura del sovrano esalta l'immagine della regalità che diventa il fulcro di tutte le imprese vittoriose dell'esercito, ne mette in luce l'eroicità attraverso la sistematicità  e la ripetitività degli eventi che, rappresentanti lungo le pareti della sala del trono B del palazzo Nord-Ovest di Nimrud, dovevano rappresentare un efficace veicolo di propaganda.

venerdì 25 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: la statuaria

Assurnasirpal II
La statuaria neoassira, di valore votivo e posta all'interno dei santuari, è conoscita da una serie di rappresentazioni regali che sembrano seguire il medesimo canone; il sovrano è rappresentato in piedi mentre impugna con la mano sinistra lo scettro che ne identifica il rango e con la destra il lungo e ricurvo pastorale. Il re è privo di tiara e indossa una lunga veste da cerimonia sfrangiata su cui è riportata un'iscrizione.
Le scarse testimonianze sono sufficienti per identificare forti differenze stilistiche e di tratto nelle successive esperienze d'intaglio delle note a Khorsabad e Ninive. Le finiture, il modellato, le forme e la plasticità di cinque coppie di statue che sorreggono acque zampillanti rinvenute a Khorsabad mostrano l'alto livello raggiunto dalle maestranze durante il regno di Sargon e sembrano allontanarsi dal volume chiuso e piatto tipico dello stile statuario durante il regno di Assurnasirpal II e Salmanassar III.

Anche la testa non finita di Ninive sembra abbastanza affine allo stile di Khorsabad piuttosto che allo schematismo della statuaria regale precedente. 

venerdì 18 novembre 2016

PERIODO NEOASSIRO: l'architettura

Piantina palazzo Nord-Ovest
L'architettura assira è perlopiù conosciuta grazie alle grandi capitali del regno (Kalkhu, Khorsabad e Ninive). Nonostante ci siano differenze, l'architettura neoassira mostra una certa omogeneità nella realizzazione che prevedeva edifici palaziali organizzati intorno a due corti principali (babanu bitanu) unite da un vano cerniera costituito dalla sala del trono. 
La struttura e le innovazioni architettoniche imposte da Assurnasirpal II nel palazzo Nord-Ovest di Nimrud sono alla base delle evoluzioni successive delle fabbriche palaziali neoassire, in cui la maggiore e più rivoluzionaria riforma artistico-architettonica risiede nella decorazione figurativa su lastre verticali con soggetti mitico-simbolici e tematiche belliche e venatorie. 
Il palazzo Nord-Ovest di Assurnasirpal II, costituito da otto aree parallale, doveva estendersi in direzione sud-nord per almeno 230 metri e organizzarsi intorno a corti che definivano i diversi quartieri. Le corti meridionali, appena ricostruibili per l'erosione della collina, solo recentemente  hanno restituito ipogei di almeno tre principesse reali. 

L'Ekal Masharti (detto anche forte Salmanassar), monumentale complesso palaziale, misurava 350x250
Veduta aerea dell'Ekal Masharti
metri e si sviluppava su grandi corti interne affiancate a corti minori esterne erette sul lato orientale. La sala del trono di 9,8x42.1 metri aveva, come nel palazzo Nord-Ovest, tre ingressi monumentali che di aprivano su una corte; al suo interno è stato rinvenuto il trono del sovrano dalla base riccamente decorata. Sul lato orientale, l'innovazione architettonica più originale è la presenza di un corpo di fabbrica posteriore alla sala del trono. Questa probabilmente era l'area residenziale del sovrano e si componeva di un quartiere suddiviso in ambienti paralleli usati come sale per le udienze, magazzini e bagni. Il palazzo potrebbe essere stato usato anche per radunare i soldati prima della annuali spedizioni militari.
Sono evidenti le tracce del passaggio di ruote presso la porta nord e i numerosi ferri di cavallo trovati in molti vani. 

Palazzo reale di Sargon II
Il palazzo Reale costruito a Khorsabad da Sargon II misurava 290 metri di lato e aveva portali monumentali decorati con colossali tori alati. Le iscrizioni dettagliate commemorative  parlano di un palazzo fatto di avorio, acero, bosso, gelso, cedro, cipresso, tiglio e pistacchio. I grandi tronchi di cedro erano usati per le coperture, le lamine di bronzo ricoprivano i battenti delle porte e le grandi lastre in calcare decoravano le mura interne. Il palazzo si organizzava su tre corti interne e due esterne. Dalla prima corte, decorata con lesene, si accedeva a tre distinte zone del complesso: l'area sacra con i templi, il quartiere amministrativo e di immagazzinamento e la zona palatina riservata al sovrano con la residenza del re e le sale di rappresentanza. 
La sala del trono era lunga 37 metri e larga 11 metri. 
Il palazzo si libera delle simmetrie e dei criteri di corrispondenza dei vani per diventare uno straordinario laboratorio di espressione architettonica. Viene rivoluzionato il modo di concepire gli spazi, più ampi e aperti.

Palazzo Sud-Ovest in Ninive

Il palazzo Sud-Ovest di Ninive misurava 503x242 metri. Costruito da Sennacherib, che lo chiama "palazzo inimitabile", è conosciuto solo per una piccola porzione. La sala del trono si ergeva tra due aree definite da corti modulate con torri o contrafforti. Sul lato occidentale c'erano due corti interne con sale monumentali sulle ali. Il settore sud-occidentale a vani paralleli mostra similitudini con l'Ekal Mashari e il palazzo reale di Sargon II mentre è originale  l'uso ripetitivo delle simmetrie planimetriche  e degli ingressi assiali che abbattono la prospettiva a favore di spazi più ampi. Le barriere architettoniche sono assenti e lo spazio risulta più dilatato.

venerdì 11 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO (911-615 a.C.)

Con Tukulti-Ninurta II l'Assiria, aiutata da un forte sviluppo demografico, dà inizio a un nuovo periodo che pone fine ad anni di grave crisi economica e politica. L'accorto governo dei sovrani successivi getta le basi di una nuova formazione imperiale che, verso la fine del VII secolo, arriverà a dominare fino in Egitto. Tutti si impegnano in faticose e ripetute campagne militari in Occidente per estendere un dominio che arriverà fino al mar Superiore (mar Mediterraneo) e terrà sotto controllo il fronte settentrionale, da sempre minacciato dalle popolazioni urartee.
Il regno viene riorganizzato e diviso in province per operare un controllo più diretto sulle zone assoggettate. Si consolida la struttura politica e amministrativa di gestione e controllo dei territori occidentali. Con il VII secolo il potere dell'Assiria è ormai universalmente riconosciuto: Sennacherib, Esarhaddon e Assurbanipal, dopo alterne vicende, conquistano l'Egitto, debellano l'Elam, domano Babilonia e rendono inoffensivo il regno di Urartu.
La vastità e la grandezza dell'impero assiro non conoscono eguali, il suo dominio si estende dal mar Mediterraneo al golfo Persico, dall'Egitto alle prima alture degli Zagros, fino all'Anatolia. L'ascesa di nuovi popoli, tra cui i Medi, abili nello sfruttare i vuoti politici determinati dal crollo del regno elamita, creano tuttavia i presupposti per un radicale e rapido collasso del sistema assiro. Sotto i colpi dell'azione congiunta di Medi e Babilonesi, prima Assur e poi Ninive si arrendono agli assedi di Ciassare II e Nabopolossar.

Impero neo-assirio

martedì 8 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO MEDIOASSIRO: il rilievo e la glittica

Per quanto riguarda il rilievo, l'arte medioassira sembra orientata verso la narrazione figurativa che sfrutta veridicità  e drammaticità espressive per descrivere il movimento e la forza della rappresentazione. Per la prima volta si nota un certo gusto narrativo che privilegia in alcuni casi il dinamismo e la rappresentazione degli eventi, in altri la drammaticità degli episodi bellici.
Obelisco spezzato di Assurbelkala
Questa predisposizione verso il rilievo narrativo è ampiamente documentata nell'obelisco spezzato di Assurbelkala rinvenuto a Ninive. Molto più difficile è invece valutare l'impatto dell'arte mitannica sul rilievo medioassiro. A questo proposito, possibili confronti possono essere cercati nell'arte glittica di Mitanni ma i reperti a disposizioni sono troppo scarsi per una ricerca approfondita.

Nella glittica, emergono delle novità a partire dal XIV secolo, quando le botteghe di Assur cominciano a proporre nuovi stili formali, vigorosi, eleganti, privi di condizionamenti e con un certo gusto naturalista. Dopo una prima fase di chiara influenza mitannica, le sperimentazioni successive sono autonome e portano a un sempre maggior spazio libero metopale, forte plasticità delle figure e una drastica riduzione delle immagini nel campo scenico del sigillo. 

Base cultuale di Tukulti-Ninurta
Questa base proviene dal tempio di Ishtar ad Assur e risale al XIII secolo a.C.
Base cultuale di Tukulti-Ninurta
Mostra caratteri formali, stilistici e di espressione propagandistica che avranno più ampia diffusione nell'arte assira del I millennio. L'impianto figurativo si sviluppa principalmente intorno all'immagine del sovrano rappresentato in due momenti diversi, mentre si avvicina e mentre si inchina davanti alla base cultuale secondo una precisa scansione del tempo, che nasce dall'esigenza di rendere chiara e dinamica la successione degli eventi. L'iscrizione alla base del podio è una dedica a Nusku, dio del fuoco e della luce, figlio e ministro del sommo Enlil.
Davanti al sovrano è una base cultuale che, sebbene senza rosette, ha la stessa struttura e morfologia di quella reale su cui è post il rilievo. Sulla base si ergono uno stilo e una tavoletta, simboli del dio babilonese Nabu.

venerdì 4 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO MEDIOASSIRO: l'architettura

Viene presto avviato un intenso programma di restauro e ricostruzione che culminerà con il sorgere di una nuova capitale sulla sponda opposta del Tigri, di fronte alla città di Assur. 
Molto noto è il tempio del dio Assur:
  • corte centrale quadrata
  • cella latitudinale con podio e nicchia
  • ziqqurat appoggiata al complesso templare (lato di 30 metri)
Sono tutti aspetti già conosciuti grazie al tempio paleoassiro di Qattara fatto erigere da Shamshi-Adad I e ci dimostrano la presenza di un modello architettonico usato dalle fabbriche sacre di Larsa e Ur.  Il richiamo alla tradizione architettonica, nata in Mesopotamia centro-meridionale e poi diffusa in tutta Babilonia da circa cinque secoli, rappresenta l'ultimo chiaro riferimento a modelli meridionali mai più usati e conosciuti in seguito. 
Pianta di Assur

Sotto il governo di Tukulti-Ninurta I si avvia un grande intervento di restauro e ricostruzione del tempio doppio di Sin e Shamash. L'edificio rispetta canoni ben definiti nel patrimonio architettonico conosciuto in Alta Mesopotamia, presentando i primi elementi del successivo periodo neoassiro. In particolare, la cella longitudinale e la presenza di un'antecella larga sono le principali caratteristiche dell'edilizia sacra assira che, solo in questo complesso, presentava anche un articolato complesso di corpi aggettanti verso l'ingresso principale. Dell'architettura palaziale medioassira è conosciuto poco. Si può ipotizzare però la presenza di una grande corte esterna (babanu) e di una interna (bitanu) con una sala del trono intermedia a ingresso trasverale.

martedì 1 novembre 2016

GLI ASSIRI: il periodo medioassiro (1360 - 1050 a.C.)

L'ascesa del nuovo regno medioassiro è legata alla figura di Assuruballit I. Il sovrano di Assiria riesce a ridimensionare i regni circostanti. Con l'ascesa al trono di Tukulti-Ninurta I, sovrano dalla forte personalità e fondatore di una nuova capitale, il dominio medioassiro si estende  anche in Anatolia orientale e soprattutto in Mesopotamia meridionale, con la conquista e il saccheggio di Babilonia.
Il nuovo sovrano assume i titoli di "re di Karduniash, re di Sumer e di Akkad, re di Sippar e Babilonia, re di Dilmun e Melukhkha", con un domino incontrastato sulla Mesopotamia meridionale e sulle coste del golfo Persico. 
I successori di Tukulti-Ninurta I, ucciso durante una congiura a palazzo, riescono con fatica a salvaguardare l'autonomia politica dell'Assiria contro l'ascesa babilonese di Nabucodonosor. Solo con Tiglath-Pileser I l'Assiria riesce di nuovo ad estendere il proprio dominio prima a nord e poi in Anatolia. Nuove campagne, presso il corso del fiume Eufrate, raggiungono e sottomettono città fenicie come Biblo e Sidone. Da ultima è Babilonia, colpevole di essere penetrata nel cuore dell'Assiria durante le campagne assire in occidente, a subire un duro intervento: il palazzo reale viene dato alle fiamme.


sabato 29 ottobre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO PALEOASSIRO: la glittica

L'arte glittica della Mesopotamia settentrionale è conosciuta dalle impronte di sigilli sulle tavolette commerciali rinvenute in Cappadocia, dai sigilli  a cilindro provenienti da luoghi anche molto distanti dall'Assiria, in particolare da Mari, Tell Rimah e Tell Leylan. 
 
Il tema trattato  sui sigilli rimane quello della presentazione del fedele a una divinità o a un sovrano in trono. Dal punto di vista stilistico si riconsocono le seguenti caratteristiche:
  • allungamento delle figure
  • eliminazione del naturalismo
  • stilizzazione delle figure
  • spigolosità delle icone
  • formule epigrafiche scarne e ripetitive

mercoledì 26 ottobre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO PALEOASSIRO: il rilievo e l'arte del cesello

Anche in questo settore le testimonianze sono molto scarse. Inoltre i documenti a nostra disposizione sono dubbi in alcuni casi e contradditori in altri. 
Un frammento di stele di vittoria, quasi certamente da attribuire a Shamshi-Adad I, è il rilievo più significativo dell'Assiria amorrea. L'opera rappresenta la vittoria sul re nemico abbattuto con la mazza del trionfatore, su di un lato, e la figura del principe fatto prigioniero, con i ceppi ai polsi, sull'altro. 
La veste sfrangiata, come viene rappresentata sulla stele, appartiene alla tradizione settentrionale. Ma la concezione della stele della vittoria, la sua formulazione e la scelta di decorarne entrambi i lati sono chiari riferimenti alla tradizione meridionale che rappresenta un modello al quale la committenza sembra ispirarsi. 
Queste testimonianze di un processo di babilonizzazione, avvenuto con Shamshi-Adad, sono indizi di una ricercata continuità con le esperienze neosumeriche e della I dinastia di Babilonia, tanto da permettere da ipotizzare una probabile presenza di botteghe di origine meridionale nella settentrionale Assur. 

Le lastre di metallo, prezioso e non, modellate a sbalzo e gli oggetti realizzati a fuzione possono essere decorati, ma anche rifiniti in ogni particolare, con uno strumento che dà il suo nome a una delle più importanti tecniche orafe: il cesello.
Ferri da cesello
Il cesello è un piccolo scalpello con cui si possono lavorare tutti i metalli e le pietre dure. Non si conosce l'epoca in cui questo strumento è stato usato per la prima volta. I ferri da cesello, utilizzati anche nelle operazioni di sbalzo, sono delle aste, un tempo di ferro, adesso in acciaio, a sezione quadrata o tonda, con la testa di forme diverse, mentra il capo opposto è destinato a ricevere i colpi dei martelletti. Le sagome dei ferri da cesello dipendono dall'uso che l'orefice vuole farne: ci sono ferri lisci dalla testa tondeggiante, altri più appuntiti o percorsi da puntini, da piccoli motivi a stelle, fiori o cerchietti ma anche dotati di una texture  particolarmente ruvida che rende la superficie dei metalli granulosa (lavorazione sablé), utilizzata anche come supporto per la stesura degli smalti.
I ferri da cesello possono essere utilizzati sia sul rovescio della lastra per creare rilievi sia sul recto per definire anche con estrema minuzia i particolari. Con il cesello non ci si limita solo ai lavori su lastra, perché  esso si usa anche nelle finiture delle fusioni di qualunque grandezza. Con il cesello che schiaccia e il bulino che taglia il metallo si correggono le piccole e grandi imperfezioni delle statue, si perfezionano le parti incavate e quelle più superficiali e "grafiche", come le capigliature, certi motivi decorativi, o i particolari dei panneggi.


giovedì 20 ottobre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO PALEOASSIRO: l'architettura

Non ci sono grandi testimonianze dell'architettura paleoassira tranne il tempio di Assur. Questo si apre a sud-est su una corte trapezoidale. Ha una pianta rettangolare e presenta diverse entrate che introducono  a una corte centrale preceduta nel percorso ideale da un'avancorte; questa si apre su un'antecella larga che immette nella cella attraverso un'entrata trasversale di tradizione protodinastica. 

Lo sviluppo planimetrico complessivo e, in particolare, la successione di corti che introducono all'antecella sono ereditate dalla tradizione architettonica paleobabilonese mentre la cella con ingresso trasversale risente dell'influenza delle formule assire arcaiche del III millennio a.C. 

Le stesse influenza si riscontrano in un centro provinciale, presso Tell ar-Rimah, probabilmente l'antica Qattara. Il centro presenta un monumentale complesso religioso molto simile a quelli di Larsa e Mari. La struttura si articola intorno a una corte centrale (circondata su tre lati da una serie di vani) che si apre su un'antecella in asse con l'entrata principale del complesso.
Pianta
Questa formula mostra, più ancora di Assur, l'influenza meridionale sui complessi monumentali religiosi voluti da Shamshi-Adad I:
  • la corte centrale con le numerose entrate
  • i vani perimetrali alla corte
  • la cella con due vani laterali minori
  • le nicchie
  • i contrafforti
  • le lesene
  • le torri d'ingresso
  • le 277 semicolonne a fusto liscio, tortili e a tronco di canna
Sono tutti elementi architettonici e decorativi che richiamano fortemente la coeva tradizione templare della Mesopotamia centrale e meridionale. 
Ricostruzione

sabato 15 ottobre 2016

GLI ASSIRI: periodo paleoassiro (1950-1750 a.C.)

Il XX secolo a.C., come ricordato nella Lista Reale d'Assiria, vede l'ascesa, nella Mesopotamia settentrionale, dei primi sovrani di origine assira che promuovono una fitta rete commerciale con la Cappadocia. Qui gli Assiri, sotto il regno di Sargon I, stabiliscono "colonie mercantili", ad esempio Kanesh (odierna Kultepe). Queste colonie, chiamate karum vengono annesse alle città anatoliche ma di fatto godono di uno statuto fiscale speciale. Si pensa siano sorte
Questa attività è assai fruttuosa e si protrae fino al 1780. Il commercio consisteva in metallo (piombo o stagno) e tessuti assiri, scambiati con metalli preziosi (oro e argento) in Anatolia. Il commercio avveniva tramite carovane trainate da asini e spesso, per coprire le distanze più lunghe, ci si impiegavano anche cinquanta giorni.
La forte prosperità economica di questo periodo sarà la base  delle successive politiche di aggressione militare che diventeranno sempre più frequenti in Mesopotamia e Alta Siria. 
Alle dispute con Eshnunna seguono quelle con Mari, centro del medio corso dell'Eufrate. L'ascesa della I dinastia di Babilonia e l'aggressiva politica di Hammurabi pone fine a un regno dopo il quale sono conosciute solo testimonianze sporadiche: le poche iscrizioni reali sono troppo esigue per comprendere appieno  la consistenza dello stato paleoaasiro durante la seconda metà del XVIII e tutto il XVII secolo. Con Hammurabi, i vari karum in Anatolia cessano la loro attività mercantile. 

Assiria

martedì 11 ottobre 2016

GLI ASSIRI: introduzione

Gli Assiri probabilmente provenivano dalla regione caucasica, come le precedenti popolazioni dei Sumeri e dei Babilonesi e si insediarono nella parte alta della Mesopotamia, tra i territori di Sumeri, Accadi e Hittiti.
I loro primi insediamenti risalgono all'inizio del III millennio a.C., quando fondarono la propria capitale Assur, che era il nome della loro divinità più importante..
Dopo essersi insediati, gli Assiri occuparono anche la parte alta del Tigri e dell'Eufrate, dando inizio un processo di colonizzazione e di influenza sui popoli del luogo.
Nei secoli successivi si espansero in Siria e Armenia, territori che però rimasero comunque sotto il dominio hittita, che in quel momento governavano quelle regioni.
Gli Assiri passarono alla storia con la fama di forti e terribili guerrieri: infatti il loro esercito fu uno dei più forti e organizzati e grazie alla sua compattezza riuscì a conquistare territori di grande estensione che fecero del piccolo regno assiro un grande impero.
Le grandi conquiste cominciarono nel XIII secolo a.C. con il re Tukulti-Ninurta che, grazie ad un indebolimento del regno hittita, conquistò le regioni arabo-siriane e subito dopo marciò verso Babilonia, conquistandola: il suo esercito, che ebbe un ruolo determinante nella presa della capitale dell'impero babilonese, diede subito la prova della sua efficienza e della sua pericolosità.
Gli Assiri, come gli Hittiti, possedevano armi di ferro, più resistenti di quelle bronzee; inoltre usavano tattiche militari molto avanzate per l'epoca; per esempio, usavano gli arcieri per "coprire" l'avanzata dei carri trainati da cavalli, che dovevano spaccare lo schieramento nemico.

L'impero assiro, per le grandi dimensioni raggiunte, fu diviso in due tipi di regioni: le più interne erano chiamate "del medio impero" ed erano sotto il controllo di funzionari regi, mentre le provincie esterne erano sotto l'autorità di governatori nominati dal re.
Il luogo del potere era il palazzo imperiale, dove risiedeva il re con la corte; altri importanti personaggi erano il turtan, l'equivalente del nostro primo ministro, e il consiglio degli anziani, che si occupava dell'amministrazione, della giustizia e della riscossione delle tasse.
Oltre questa stretta cerchia c'era il popolo che viveva in condizioni di grave povertà
.
L'economia era favorita dalla presenza del fiume Tigri e da un sottosuolo ricco di materie prime. L'agricoltura era molto fiorente grazie alle condizioni fertilissime del territorio. il prodotto principale era la palma. Inoltre venivano coltivati miglio, frumento, grano e vite. Inoltre era nota la produzione di ceramica, mobili, stoffe e tappeti. Uno dei settori più importanti era la lavorazione dell'argilla, dell'oro e dell'argento.

L'impero assiro fu caratterizzato da un vero e proprio regime del terrore, della crudeltà e della ferocia, in battaglia come nella vita sociale. ILe rivolte erano sempre soffocate nel sangue e i massacri compiuti sulla popolazione scoraggiarono molti dei rivoltosi sopravvissuti a replicare le proteste. Dopo le conquiste, gli Assiri erano soliti esaltare il proprio regno e la propria potenza bellica tramite un grande lavoro propagandistico che si serviva dell'iconografia; statue e raffigurazioni delle vittorie assire erano utilizzate per impressionare le popolazioni nemiche.

venerdì 7 ottobre 2016

I BABILONESI - PERIODO NEOBABILONESE: il rilievo

Sono sporadiche le opere a rilievo del periodo tardobabilonese giunte fino a noi, il che rende deficitaria ogni conoscenza sulla produzione artistica delle botteghe lapidee di Babilonia della prima metà del I millennio a.C. 
stele-kudurru
Stele di Mardukaplaiddina
Nella stele-kudurru  di Mardukzakirshumi I si scorgono alcuni tratti essenziali della più tarda tradizione scultorea neobabilonese tra la fine del VII e tutto il VI secolo a.C. Nella stele del dinasta si esprimono nuove forme volumetriche dai contorni ondulati e dalle linee curve, un plasticismo accentuato e un'eleganza molto ricercata. 
Questi aspetti formali e di stile sono chiaramente espressi da un'altra stele, quella di Mardukaplaiddina II, dove le forme sono sinuose e c'è un'accentuata tecnica descrittiva, soprattutto nel volto. Nella stele a destra, il sovrano, dalle dimensioni maggiori, porta una lunga veste chiusa da una cintura senza fibula, verosimilmente in stoffa, e un copricapo a punta con diadema che ricade sulle spalle, a identificare la sovranità neobabilonese. Le divinità sono da riconoscere in Nabu, drago che sostiene un podio sopra lo stilo; Ea, rappresentato con il pesce-capra con un podio su cui compare il bastone ad ariete simbolo del dio creatore delle acque sotterranee; Marduk, raffigurato con il drago anguiforme con il podio su cui si staglia la vanga del dio di Babilonia.
Stele di Nabonedo
L'arte del rilievo tardobabilonese è conosciuta soprattutto su stele che riproducono il sovrano con tiara a punta, lungo drappo sulla schiena, asta regale e un piccolo oggetto ricurvo. Di solito si trova di fronte a un funzionario a cui rinnova la fiducia e il vassallaggio. L'aspetto religioso si manifesta nella presenza di simboli divini, mentre le iscrizioni occupano la maggior parte della pietra.
Fa eccezione la stele di Nabonedo, ultimo sovrano di Babilonia. La stele, caratterizzata dalla sola figura del sovrano con i simboli divini, richiama la struttura iconografica delle stele neoassire. Nabonedo, figlio di una sacerdotessa del dio Sin di Kharran, fu fortemente criticato dal clero di Marduk per le sue supposte simpatie verso il mondo assiro. Nabonedo è rappresentato con il tipico copricapo a punta della sovranità neobabilonese mentre sorregge l'asta regale. In alto a destra troviamo le tre divinità: partendo da sinistra, Sin è rappresentato con la luna, Shamash è raffigurato con il sole e Ishtar è simboleggiata con il pianete Venere.

lunedì 20 giugno 2016

I BABILONESI: la porta di Ishtar

Porta di Ishtar
Era l'ottava porta di ingresso, a nord della città di Babilonia. Costruita da Nabucodonosor nel 575 a.C. Aveva una doppia apertura (doppia cinta di mura) con un alto arco fra torri ed era introdotta da una strada processionale pavimentata con pietra rosata e fiancheggiata da pareti ornate da figure di leoni smaltate, simbolo della dea Ishtar. Questi si alternavano a rosette anch'esse generalmente associate alla grande dea. 
La porta alternava numerose serie di immagini di tori, identificati con Adad, e di draghi, associati a Marduk, di colore bianco e giallo, a cui si aggiunsero rosette su fondo blu.
La porta subì successive aggiunte funzionali ai lavori della pavimentazione stradale; il piano fu innalzato fino a 15,4 metri rispetto all'originale.
La via processionale, la stessa porta e la sala del trono del palazzo Meridionale di Babilonia, mostrano novità che saranno ereditate in epoca persiana per decorare i favolosi prospetti dei complessi palaziali di Susa. I mattoni erano invetriati lisci sia decorati a rilievo secondo uno schema compositivo deciso prima della messa in opera.




giovedì 16 giugno 2016

I BABILONESI - PERIODO NEOBABILONESE: l'architettura

I sovrani neobabilonesi operano un vasto programma edilizio che riguarda il restauro, la ricostruzione e il completamento delle principali fabbriche palaziali e religiose di Babilonia e di tutta la Mesopotamia meridionale. A seguito della caduta assira, viene intrapreso un nuovo progetto urbanistico in Babilonia e nuovi interventi di restauro a Sippar ma solo con il sovrano Nabucodonosor II si avvia un progetto di ricostruzione che coinvolge le doppie mura di fortificazione della città, numerosi edifici sacri, compresi l'Esagila e l'Etemenanki, e i tre maggiori complessi palatini.
Il palazzo Meridionale misurava 300 x 150 metri e si divideva in cinque settori organizzati intorno a delle corti. Queste identificavano quartieri funzionali tra cui la zona del Tesoro, in passato erroneamente identificata con i "giardini pensili", ricordati dalla letteratura ellenistica, le abitazioni dei funzionari e uffici amministrativi, le abitazioni per gli alti dignitari dell'impero. La sala del trono prevedeva un podio ed era decorata con mattoni invetriati.
I complessi religiosi di Babilonia seguivano planimetrie e tradizioni seguivano precisi modelli che prevedevano una corte scandita da contrafforti su tutti i lati e torri d'ingresso alla cella di culto, un'antecella, una cella di culto con il podio per la statua della divinità. In questo modo fu realizzata l'Esagila, tempio dedicato al culto della massima divinità del pantheon babilonese, Marduk, che ne ordinò la costruzione; l'Esagila fu, secondo il "poema della creazione", costruito da tutti gli dei che lo edificarono a immagine e somiglianza dell'Esharra, dimora celeste delle divinità mesopotamiche. Secondo la mitologia babilonese, l'Esagila doveva essere il punto di incontro degli dei del cielo e degli inferi, sede delle assemblee divine e luogo di consacrazione dei sovrani. L'altro edificio, noto con il nome di Etemenanki, è andato perlopiù perso. Alcune informazioni ci vengono date da Erodoto, che visitò Babilonia nel 458 a.C. Si ipotizza fosse quadrato, in cui altezza, larghezza e lunghezza dovevano misurare circa 90 m. La ziqqurat doveva essere di 7 piani con un tempio sulla sommità.

venerdì 20 maggio 2016

I BABILONESI: il periodo neobabilonese

Dopo una serie di alterne vicende militari contro gli Assiri, la Mesopotamia meridionale viene assogettata a un sistema di controllo provinciale che limita l'autonomia e la politica dei dinasti di Babilonia. A seguito di un atteggiamento fortemente antiassiro, fomentato dal regno elamita, Babilonia viene brutalmente saccheggiata e distrutta nel 689 a.C. a opera di Sennacherib. Il suo successore Esarhaddon avvia un capillare programma di ricostruzione della città che coinvolge i principali edifici monumnetali, tra i quali l'Etemenanki, l'Esagila, le fortificazioni interne ed esterne della città, fino al restauro dei più celebri santuari del paese. L'autonomia babilonese si raggiunge solo a seguito del crollo dell'impero assiro: nel 614 a.C. i Babilonesi sconfiggono definitivamente gli assiri ereditando gran parte del loro territorio, successivamente consolidato con una serie di spedizioni militari in Occidente (battaglia del 601 a Pelusio, nel Delta contro gli Egiziani, presa di Gerusalemme nel 587, conquista di Tiro). Nabucodonosor sarà attivo anche sul fronte interno, dando vita a una vera e propria rifondazione di Babilonia. Il sovrano si impegna anche nella Bassa Mesopotamia presso le città di Sippar, Ur e Uruk. 
L'ultimo sovrano di Babilonia, Nabonedo, è attivo perlopiù sul fronte interno, per ridimensionare o limitare il potere del clero di Marduk; Nabonedo trasferisce la residenza a Teima, nella penisola sud-arabica, lasciando la reggenza di Babilonia al figlio e mostrando un chiaro contrasto con gli ambienti sacerdotali e aristocratici babilonesi. Quando Ciro il Grande entra a Babilonia nel 539 a.C., il sovrano persiano si presenta come un liberatore che sottrae la città all'eretica politica portata avanti da Nabonedo nei confronti di Marduk.

martedì 17 maggio 2016

I BABILONESI - PERIODO CASSITA: la glittica

La glittica cassita del periodo arcaico s'ispira alla tradizione del tardo periodo paleobabilonese. Da un punto di vista stilistico e formale, le innovazioni cassite sono da identificare nell'eleganza delle figure ora alte e slanciate, che mostrano forti analogie con quanto conosciuto in Alta Mesopotamia e in Siria con la seconda metà del II millennio a.C.
A cavallo  tra il XIV e il XIII secolo, quest prime formulazioni glittiche sono affiancate e poi sostituite da realizzazioni che subiscono la nuova arte medioassira: vivacità di composizione, ricercato naturalismo, nuovo modo di concepire lo spazio scenico del sigillo e iscrizioni disposte anche orizzontalmente.
Le più tarde realizzazioni cassite mostrano nuovi schemi araldici che sfruttano capridi rampanti ai lati di un albero sacro, uomini-pesce o figure fantastiche e composite conosciute nel patrimonio iconografico delle stele-kudurro.

giovedì 12 maggio 2016

I BABILONESI - PERIODO CASSITA: il rilievo di Nabuaplaiddina

Rilievo di Nabuaplaiddina
Il rilievo presenta un articolato impianto figurativo che mostra la divinità solare in trono mentre accoglie, con i suoi simboli di giustizia ed equità sociale, un sacerdote, il grande sovrano e una dea intercedente.
Il rilievo, sebbene ancora distante dalla matutità artistica del periodo Neobabilonese, mostra un modellato plastico, tondo, che si inserisce in una ordinata rappresentazione secondo uno schema di introduzione di lunga tradizione.
L'iscrizione nella parte inferiore ricorda le ricerche effettuate dal sovrano per recuperare il simulacro del dio Shamash disperso a seguito delle incursioni compiute dai Sutei su tutta la Babilonia. 
Il dio, con tiara a plurime corna e dalle dimensioni più grandi, è sotto un baldacchino e davanti a un tavolo su cui si erge l'emblema solare, simbolo di Shamash.
Il rilievo di Nabuaplaiddina, rinvenuto sotto la pavimentazione dell'Ebabbar di Sippar, mostra aspetti iconografici prossimi alle più arcaiche formulazioni paleobabilonesi e distanze stilistiche e formali dalle coeve botteghe neoassire.
Sono evidenti le differenze stilistiche e iconografiche con la decorazione scultorea del contemporaneo palazzo nord-ovest di Kalkhu di Assursinasirpal II, caratterizzata perlopiù da un dinamico e confusionario incedere di eventi resi tramite un tratto piatto e inciso.

giovedì 5 maggio 2016

I BABILONESI - PERIODO CASSITA: il rilievo

Il rilievo cassita è ampiamento conosciuto da una serie di stele, chiamate kudurro, che permettono di rintracciare alcuni aspetti artistici innovativi introdotti dalle botteghe cassite.
Sui kudurro, ceppi dalla forma ovoidale, è inciso un testo che decreta la donazione del sovrano a un dignitario, a un principe o a un funzionario; essi si arricchiscono, perlopiù nella parte superiore, di simboli divini, solo in alcuni casi accompagnati dalla figura del sovrano.
I kudurru mostrano uno sviluppo artistico e di stile che permette di riconoscere le prime esecuzioni per la caotica sistemazione dei simboli divini. Una successiva produzione, risalente al XII secolo, testimonia un radicale cambiamento riguardo le icone divine: il demone leonino scompare mentre si affermano i simboli divini su podi sorretti dall'animale connesso al dio. Una terza tradizione è l'eliminazione delle figure antropomorfe e l'introduzione di nuovi simboli come l'uccello di Kharbe, il busto femminile e l'aratro.
Si rinuncia alla divisione in registri, privilegiando una scena principale completata da simboli che assumono significati minori; il numero dei simboli diminuisce, vengono canonizzate le associazioni simboliche e standardizzate le divinità rappresentate.
Con la fine del XII secolo e nel corso dell'XI si assiste a un'esasperata canonizzazione iconografica unita a uno stile massiccio, con figure squadrate.

lunedì 2 maggio 2016

I BABILONESI - PERIODO CASSITA: l'architettura

L'attività edilizia dei sovrani cassiti nella Mesopotamia centro-meridionale segue la tradizione della I dinastia di Babilonia anche se con alcune varianti.
I sovrani cassiti si impegnano a restaurare i principali santuari della regione, in particolare i grandi centri templari di Ur, Uruk, Isin, Nippur, Sippar e Babilonia. Tra i complessi sacri più originali vi è il tempio della dea Inanna costruito a Uruk. Il tempio mostra contrafforti angolari, una cella longitudinale con due ingressi laterali, secondo una tradizione ignota in Babilonia ma nota in Assiria. Un complesso monumentale di grande importanza era quello dell'area sacra di Dur Kurigalzu, probabilmente dedicata al dio Enlil.
Dur-Kurigalzu
La ziqqurat era isolata dal complesso sacro ed era caratterizzata da un tempio maggiore che si ergeva sull'ultimo piano della terrazza. A questa si aggiungevano  due templi della dea Ninlil e del dio Ninurta che mostravano forti rotture con la tradizione sacra del periodo paleobabilonese. 
L'architettura laica cassita è conosciuta da un solo edificio rinvenuto presso Dur Kurigalzu. Gli ampliamenti e gli interventi operati dai sovrani determinano uno sviluppo architettonico caratterizzato da corpi autonimi di fabbrica. L'intero edificio si organizzava intorno a nove settori principali in cui sono riconoscibili gli ambienti residenziali, di rappresentanza, amministrativi e una lunga e stretta sala cerimoniale. Il palazzo doveva avere almeno un altro piano dove, con ogni probabilità, erano collocate le zone residenziali della famiglia reale.

venerdì 29 aprile 2016

I BABILONESI: il periodo Cassita (1595 - 1150 a.C.)

A seguito della grave crisi politica della I dinastia di Babilonia e della presa della città da parte del sovrano ittita Murshili I, i Cassiti, popolazione originaria dei monti Zagros, assumono il potere in tutta la Mesopotamia meridionale, andando a ricoprire diversi ruoli dirigenziali che permetteranno loro di governare per circa 400 anni.
Gli eventi militari che caratterizzano il regno cassita sono quasi del tutto sconosciuti, mentre ci sono diverse testimonianze sulla natura diplomatica delle relazioni tra i nuovi sovrani di Babilonia e i faraoni d'Egitto. Gli archivi di Amarna hanno fatto luce sui rapporti di forza che dovevano essersi creati in Mesopotamia tra il regno cassita e quelli di Mitanni, Khatti e poi Assur. 
Le vicende storiche più note sono quelle del XIII secolo a.C. quando Nazi-Marutash viene sconfitto duramente dagli Assiri. Il suo successore stringe alleanze con Hattushili per fronteggiare la minaccia assira in Mesopotamia. In particolare, è Tukulti-Ninurta I ad assediare, sconfiggere e saccheggiare Babilonia.
La concomitante ascesa del regno medioelamita pone fine al controllo cassita su tutta la Babilonia, dopo la conquista e il saccheggio di numerose città fluviali. La statua di Marduk, conservata nell'Esagila di Babilonia, viene trasferita a Elam.

mercoledì 27 aprile 2016

I BABILONESI: il bronzo

Prende il nome di bronzo una categoria di leghe metalliche composte principalmente da rame (dal 70% al 90%) e stagno ma nella quale possono entrare anche piombo e zinco.
Si pensa che la lavorazione più antica abbia avuto inizio mediante martellatura dei metalli trovati allo stato nativo. La scoperta che il rame si può ottenere con fuoco da alcuni minerali come la cuprite, la malchite o
Pazuzu
l'azzurrite sembra collocarsi tra il 4000 e il 3500 a.C. Successivamente, l'aggiunta di altri minerali ha portato alla scoperta del bronzo, materiale più resistente e più facile da utilizzare mediante fusione.
Il punto di liquefazione del rame (1085°) è inferiore, tra i metalli usati in età preistorica, solo a quello del ferro (1530°), ma è molto superiore a quello degli altri metalli; la lega con questi lo abbassa però notevolmente.
Tuttavia la temperatura del metallo durante la lavorazione a stampo deve essere molto alta durante il getto così che la lega abbia la fliudità necessaria a penetrare ovunque e non subisca raffreddamenti eccessivi a contatto con la forma. Per questi motivi è presente lo stagno, il più importante e costoso tra i metalli "dolci" che entrano nelle leghe bronzee. Aumentando la percentuale di questo metallo, la lega diventa non soltanto più fluida, ma anche progressivamente più dura e più fragile allo stato solido.
L'insieme di queste caratteristiche è essenziale dal punto di vista del lavoro dello scultore. Infatti i bronzi contengono una forte percentuale di rame risultando più malleabili ma anche più imprecisi, circostanza che rende necessaria un'accurata rifinitura a sbalzo e a cesello. Le leghe che contengono alte percentuali di stagno e zinco presentano invece, allo stato fuso, un alto grado di fluidità che consente una perfetta circolazione all'interno della forma, della quale riproducono ogni minimo particolare, ma forniscono getti così duri e fragili da essere difficili da lavorare a freddo.

venerdì 22 aprile 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: la toreutica

Si conosce poco dell'arte bronzistica del periodo paleobabilonese. Di grande spessore artistico è, però, una protome di leone accosciato in rame rinvenuta a Mari, che doveva essere posta all'ingresso del tempio di Dagan. Qui svolgeva la funzione apotropaica che, in epoche posteriori, sarà assunta dai lamassu collocati presso gli stipiti degli ingressi monumentali delle fabbriche palaziali neoassire.
Chiodo
Ampia documentazione di arte toreutica si ha dalle figurine in bronzo inserite, per il loro valore protettivo, nelle fondazioni dei complessi edificati o ampliati. 
Un esempio è il chiodo di fondazione conservato a Berlino con l'iscrizione di Kudur-Mabug e di suo figlio Rim-Sin di Larsa.

Queste statuine, che ideologicamente volevano presentare il sovrano come ideatore e artefice del restauro o della costruzione dei maggiori complessi sacri, rappresentano una delle migliori evidenze dirette sull'arte toreutica delle botteghe della Mesopotamia centro-meridionale durante i primi secoli del II millennio a.C.
Questa produzione continua con il periodo paleobabilonese, quando le forme tendono ad essere più pesanti  e meno armoniche rispetto al periodo neosumerico.

domenica 17 aprile 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: la glittica

La glittica dell'inizio del II millennio della Babilonia centrale e meridionale rielabora il tema della lotta tra eroi e uomini-toro, riprendendo il modello neosumerico. 
Il campo scenico viene arricchito con elementi mitologici e fantastici. La vecchia fiera capovolta soggiogata dall'eroe viene sostituita  da un confronto tra un capride, anch'esso capovolto, e l'eroe nudo, con barba lunga e cintura di corda che gli cinge tre volte la vita. 
Continua la classica scena di introduzione sviluppata dalle botteghe neosumeriche, anche se con alcune varianti di stile e di composizione delle figure. Queste non sono più in piedi ma sedute, con nuovi simboli che permettono di riconoscere immediatamente le divinità.
Le differenze più evidenti sono:
  • nella posizione della dea intercedente, ora dietro il fedele e non più davanti
  • nell'atteggiamento delle sue mani, entrambe alzate al posto di una
  • nel gesto del fedele, che spesso porta un'offerta
  • nella posizione della divinità maggiore, in piedi, con una gamba sopra una protome (busto) leonina, uno sgabello o una montagna stilizzata
 Dal punto di vista delle innovazioni iconografiche e simboliche abbiamo:
  • il disco radiale è racchiuso all'interno della falce lunare
  • la lunga veste del fedele è molto più accurata
  • il dio riceve con una gamba appoggiata a uno sgabello
Le divinità più attestate sono Ishtar e Shamash che vengono rappresentate nel loro aspetto guerriero (Ishtar) e di garante dell'equità sociale (Shamash). Il dio sole è spesso raffigurato con la tiare a più corna, con lunga veste striata aperta sul davanti, mentre riceve un fedele; la sua gamba poggia su di un alto sgabello e su di un monte stilizzato. Le due faretre incrociate sulle spalle, l'emblema della protome leonina tenuta nella mano destra sono gli attributi della dea guerriera; il vestito è lungo e striato, l'altra mano impugna spesso un'arma ricurva che sarà usata molto, in seguito, nella statuaria regale neoassira.
Sigillo di Sin-Ishmeanni
Nel sigillo di Sin-Ishmenanni, sono evidenti i temi trattati già nel periodo neosumerico: la figura del re divinizzato che accoglie ufficiali/fedeli introdotti da una divinità minore, secondo uno schema ripetitivo. L'intero campo scenico è arricchito da crescenti lunari, ovvero falci di luna che racchiudono dischi radiali, oppure astrri come globi e stelle. 
Il tema di rappresentazione prevede la presenza di un personaggio reale ovvero divino, seduto sul trono senza schienale. Porta abito a balze di lana e tiare a corna. Riceve, con un braccio proteso, l'orante.
Questi, spesso privo di capelli o di copricapo, incede verso il supposto sovrano a mani conserte  o alzate. Il vestito è lungo e da cerimonia, con drappi lungo i bordi della stoffa. La piccola figura tra il re e il fedele potrebbe rappresentare il figlio al quale è donato il sigillo come avvienenel più noto sigillo di Kirikiri, governatore di Eshnunna. Lo stile complessivo presenta le figure in una ordinata contrapposizione, che si mostra in una equa divisione dello spazio, nell'esasperato verticalismo dei personaggi e nei vistosi vuoti della metopa.

lunedì 11 aprile 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: il rilievo

In questo periodo si affermano le stele che evocano raccolte di sentenze giudiziarie, oltre alla tradizionale pietra centinata che invece celebra le vittorie di guerra o la costruzione di nuovi canali o complessi templari. le opere giunte fino a noi non sono numerose ma ci permettono di riconoscere un modello secondo il quale si privilegiano le forme tonde e un grande realismo descrittivo.
Codice di Hammurabi
Il Codice di Hammurabi è l'opera perfetta per riconoscere gli elementi comuni dell'arte del periodo paleobabilonese. Il codice di leggi era eretto, originariamnete, a Sippar, presso il santuario dell'Ebbar di Shamash, mentre alcune copie erano collocate nei templi di Enlil a Nippur e di Marduk a Babilonia. E' stato rinvenuto a Susa perchè trasferito a seguito delle conquiste avvenute in Babilonia. 
L'iscrizione contiene una breve introduzione e 282 articoli di leggi che investono sia la vita pubblica sia quella privata: il testo tuttavia non doveva essere un vero e proprio codice di leggi ma una raccolta di sentenze giudiziarie rappresentate in forme giuridiche generali. 
Hammurabi ha una tiara a calotta con una banda alta di tradizione neosumerica, porta una lunga veste esolleva il braccio destro nella classica posa che identificava il fedele. Il sovrano è davanti a Shamash che, seduto su un trono decorato con un prospetto di un tempio, si erge sopra le montagne d'oriente dove sorge il sole. Il dio porta una tiare a corna, il tradizionale mantello a balze di lana, il listello e la corda, strumenti di misura e simboli di equità e giustizia. Alle sue spalle fuoriescono i raggi solari.
Prima ancora di essere un monumento giuridico, la stele di Hammurabi è uno strumento di propaganda con cui il sovrano presenta a Shamash le leggi promulgate e, nello stesso tempo, si celebra come realizzatore in terra dell'equità e della giustizia sociale voluta dal dio.

martedì 5 aprile 2016

I BABILONESI - PERIOSO PALEOBABILONESE: dea dalle acqua zampillanti

La statua proviene da Mari e risale al XVIII secolo a.C. Oggi è conservata al Museo Archeologico Nazionale di Aleppo. La produzione statuaria del periodo paleobabilonese conosciuta da Mari, città del medio corso dell'Eufrate, mostra tratti stilistici e di realizzazione tecnica prossimi alle coeve sperimentazioni della Babilonia. 
Dea dalla acqua zampillanti
La dea indossa una tiara a corna che la identifica come una divinità. Gli occhi sono incavi per ospitare pietre preziose, secondo tecniche di incrostazione già conosciute  verso la fine del IV e l'inizio del III millennio a.C.
La dea tiene tra le mani un vaso da cui, tramite un condotto interno, usciva l'acqua simbolo di fertilità e di prosperità. Questa combinazione di elementi trova ampia diffusione nella contemporanea e più antica produzione di sigilli a cilindro, dove spesso il vaso con acqua zampillante era associato a figure mitologiche, divinità o sovrani.
La dea indossa una collana a sei giri, formata da piccole sfere che si fanno più grandi nella parte inferiore. La veste è decorata da incisioni ondulate e da pesci.
Nonostante le reminiscenze neosumeriche, la sinuosità, il volume e il plasticismo che pervadono la statua hanno forti richiami nelle contemporanee botteghe della Mesopotamia centro-meridionale del II millennio.

mercoledì 30 marzo 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: la statuaria

La statuaria paleobabilonese non è documentata da reperti abbondanti ed è spesso frammentaria. Spesso è stata rinvenuta lontano dai luoghi di origine e mai dai centri maggiori del periodo (Isin, Larsa e Babilonia). Gli esemplari più antichi sembrano essere le statue provenienti da Eshnunna, che mostrano volumi piatti se riferiti ai ritrovamenti che caratterizzano in seguito questo periodo. Tutto il periodo sembra  essere influenzato da quello neosumerico: lo si nota, soprattutto, nella fisionomia dei volti (sopracciglia unite e rese a spina di pesce, capelli divisi in modo ordinato sulla fronte).
Testa di sovano
Tutte queste caratteristiche sono molto evidenti in una testa di sovrano paleobabilonese in diorite rinvenuta a Susa. La tiara a calotta con un alto bordo verticale è ripica degli ambienti neosumerici o paleobabilonesi arcaici, sebbene compaia anche con Gudea di Lagash. Anche la struttura della barba, con i riccioli sempre più lunghi presso la parte terminale e baffi incisi sembrano derivare dalla tradizione neosumerica.
Alcuni  aspetti estetici, le sopracciglia unite, i capelli ondulati permettono di datare la statua al XIX secolo a.C., escludendo quindi che il sovrano sia Hammurabi.
La statuaria degli ultimi anni del periodo paleobabilonese mostrano volumi più liberi e corpi modellati senza seguire schemi. Frequente è anche l'uso dell'incisione per rendere particolari anatomici o delle vesti.