giovedì 16 marzo 2017

EGITTO - ANTICO REGNO: dalla mastaba alla piramide a gradoni


I re della III dinastia erigono tombe "a mastaba", tumuli dalle pareti lisce che sigillano camere e appartamenti funerari sotterranei. Le mastabe si diffondono nel Basso Egitto dal Periodo Protodinastico all'Antico Regno. Hanno la forma di un tumulo piramidale, posto sulla sepoltura interrata. Questa tipologia sepolcrale risale all'uso egizio di coprire con sabbia la fossa del sepolcro in modo da formare un tumulo rettangolare.
In origine le mastabe erano le sepolture dei re o dei loro dignitari. Soltanto a partire dalla III dinastia, quando i re vennero sepolti entro le piramidi, le mastabe furono destinate ai nobili, agli alti reggitori dell'amministrazione (visir), agli scribi o ai sacerdoti.
Nel Basso Egitto, queste costruzioni formavano vere e proprio necropoli ed erano disposte con regolarità attorno a una piramide. Tale quartiere si trovava a Occidente del fiume e della città, in direzione dunque del tramonto del Sole, ove si colloca simbolicamente il Regno dei Morti.


Se ne distinguono di diversi tipi per organizzazione interna e per materiali (mattone o pietra). Generalmente la mastaba era divisa in due parti indipendenti: il sepolcro, situato a grande distanza sotto il livello del suolo, ed una o più sale poste nel basamento emergente.
Il primo consisteva in una cripta rettangolare lunga una decina di metri. Conteneva un sarcofago di pietra ed oggetti che avrebbero accompagnato il defunto nella sua vita dell'aldilà. Una volta conclusa la cerimonia funebre, il locale veniva murato e l'ingresso colmato di terra e sassi. Intorno vi erano  uno o più locali, contenenti oggetti cari al defunto.
In superficie, la tomba era segnata mediante l'erezione di una base rettangolare costituita da materiali di riporto e chiusa da muri regolari in pietra o mattoni disposti a 'scarpata', ovvero inclinati verso l'interno che conferivano la caratteristica forma di piramide tronca. Sulla facciata orientale trovavano posto uno o più ambienti, dove veniva officiata la funzione funebre. Gli ambienti ospitavano cibi e bevande e vi si bruciavano l'incenso, il sui odore penetrava attraverso degli spiragli in tutto l'ambiente della tomba.
Le sale erano decorate con pitture o bassorilievi, raffiguranti scene di vita domestica, di lavoro o ludiche. Tali immagini dovevano rendere familiare al defunto il suo passaggio nel mondo ultraterreno: egli poteva simbolicamente accedere a questi spazi attraverso la falsa-porta, una stele recante incisi il suo nome e i suoi titoli terreni. In alcuni casi la mastaba presentava un piccolo cortile e una stanza con la statua del defunto, chiamata serdab.
Falsa-porta

Con la III dinastie vengono introdotte alcune modifiche. Djoser, secondo re di questa dinastia, vuole per la propria sepoltura un grandioso complesso celebrativo e funerario al tempo stesso, situato a Saqqara, presso i sepolcri dei suoi antenati. All'interno del recinto sacro (temenos) si distingue un ampio apparato cerimoniale, costituito da piccoli edifici e cappelle votive in cui il re deve aver celebrato il suo giubileo, il trentennale del suo regno; durante tale festa il sovrano affermala propria vigoria fisica e conferma il potere, tramite una corsa rituale e l'omaggio ai simboli delle province d'Egitto.
Accanto alle strutture giubilari sorge anche l'impianto sepolcrale, in origine costituito dalla classica mastaba, innalzata in due successive edificazioni, che portano alla sovrapposizione di quattro, e poi sei, mastabe una sull'altra, a formare una piramide a gradoni alta 60 metri: in questo modo la tomba del re risulta visibile dall'esterno della cinta muraria; dal punto di vista simbolico, inoltre, la scala monumentale che ne risulta costituisce una sorta di rampa ascensionale verso il destino stellare del re post mortem.

lunedì 13 marzo 2017

EGITTO: Antico Regno

Antico Regno
La periodizzazione dei tre millenni di civiltà egizia in dinastie è un'operazione già messa in atto nell'antichità da un sacerdote egiziano di epoca greca, Manetone, che ha creato una lista di faraoni dai primordi all'epoca contemporanea, basandosi su fonti di età precedente. Nonostante oggi sia stato chiarito che non vi sono sempre autentici cambiamenti di lignaggio da una dinastia all'altra, questa scansione è mantenuta convenzionalmente negli studi.

Sotto la definizione di Antico Regno si comprendono le dinastie dalla III alla VI (dal 2650 al 2150 a.C.), che costiuiscono l'età classica della storia egizia, in cui si definiscono con più precisione i carattreri della società, della religione e dell'arte dell'Egitto; la capitale in questo periodo è Menfi, nel nord.
La conoscenza di questa fase è possibile grazie alla grande quantità di testi giunti fino a noi, che testimoniano la completa padronanza del sistema graficoe linguistico.


Innanzi tutto, la scrittura in Egitto nasce per motivi di celebrazione culto, quindi ha un alto valore religioso e simbolico; non a caso i primi geroglifici sono utilizzati per rendere visibili i nomi dei re e per descrivere divinità antiche.

Con la nascita di uno stato unitario si formulano anche miti che travalicano i confini locali e diventano nazionali; sono elaborate le prime cosmogonie, per spiegare l'origine del cosmo e la discendenza della casa regnante delle divinità primigenie.
Il re è denominato "Figlio di Ra", il dio del sole, ed è il solo a godere del privilegio di una vita oltremondana in cielo, tra le stelle circumpolari. L'uso "profano" della scrittura porta alla produzione di molti testi civili: la cosidetta Pietra di Palermo, testo annalistico epominico (ogni anno prende il nome da un fatto particolarmente significativo) redatto nella V dinastia, riporta gli anni di regno dei primi faraoni, ciascuno caratterizzato da un evento saliente. Vi sono anche numerosi testi non ufficilai, come le autobiografie scritte dai grandi dignitari di corte, che perpetuano così le loro gesta, e riflettono la posizione degli alti funzionari nell'apparato statale, incaricati spesso di imprese e viaggi in paesi stranieri.
Non mancano gli archivi di testi amministrativi, scritti su papiro, e relativi alla complessa macchina burocratica: alle direttive del re vi era una sorta di primo ministro (designato oggi con il termine turco di visir), al quale fanno capo i dicasteri del Tesoro, dell'Agricoltura, degli Archivi e della Giustizia; ci sono inoltre numerosi distaccamenti regionali del governo centrale, retti da nomarchi (capi delle provincie)