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venerdì 6 dicembre 2019

Dalla piramide a gradoni alla piramide a facce lisce


Sekhemkhet
Piramide di Sekhemkhet
All’inizio del regno di Sekhemkhet, successore di Djoser, sembrava che le innovazioni architettoniche da poco introdotte dovessero essere portate avanti con continuità. Nel suo complesso funerario, l’edificio prevedeva un gradone e almeno 10 metri di altezza in più rispetto a quello di Djoser. L’architetto era lo stesso Imhotep. Il suo nome è stato ritrovato in un graffito. Le risorse trovate da Djoser erano abbondanti e potevano essere impiegate per la realizzazione di un complesso funerario grandioso.
Ma accade qualcosa che interrompe questi progetti: Sekhemkhet muore dopo soli sette anni e la sua piramide resta incompiuta e abbandonata e metà dell’opera. Segue un periodo di incertezza sia dal punto di vista politico che artistico.

Piramide di Huni
Huni
Si dovrà attendere il faraone Huni per un’inversione di tendenza. La costruzione della sua piramide a Meidum (60 km dalla necropoli della capitale) sembra venire incontro al desiderio del sovrano di arrivare più a sud possibile senza però perdere il controllo di Menfi. In questo modo poteva restaurare il potere reale e iniziare a sfruttare un territorio molto fertile, l’oasi di Al-Fayoum. Il grande successo politico gli ha permesso di ampliare la propria piramide: da 7 gradoni passa a 8. Doveva essere l’edificio maggiore in un complesso che prevedeva almeno altre 6 piccole piramidi dislocate in tutto l’Egitto come simbolo del potere monarchico su tutto il paese.

Snefru: piramide romboidale e piramide rossa
Ma è Snefru, il figlio di Huni, a dare inizio a una vera nuova spinta costruttiva che vedrà anche la costruzione di complessi come Giza.
Pietra di Palermo
Dalla Pietra di Palermo (stele in basalto nero che contiene diverse informazioni sulle prime cinque dinastie egizie) sappiamo che intratteneva scambi commerciali con Biblo (da cui arrivava legno di cedro) e relazioni ben poco amichevoli con la Nubia (si menzionano 7 000 prigionieri). Anche con i libici i rapporti non erano buoni (anche in questo caso, un rilievo parla di almeno 1 100 prigionieri). Per tenere sotto controllo la vasta valle del Nilo serviva, dunque, un potere forte. Snefru interpreta bene questo ruolo anche attraverso un programma edilizio con lo scopo di esaltare il suo regno.

Snefru ordina di costruire diversi monumenti funerari a Dashur, 45 km a nord di Meidum. Tra questi:

  •  La piramide romboidale che risulta costruita con una doppia pendenza.
    Piramide romboidale
    L’architetto Nefermaat progetta prima una piramide a sezione equilatera e poi ingloba le camere funerarie coprendole con una falsa volta. Ma a metà dell’innalzamento, Nefermaat si accorge che le camere interne rischiano il crollo sotto il peso dei blocchi e termina la piramide con una pendenza minore. Tuttavia questa spiegazione non sembra soddisfare molti studiosi che, invece, sostengono che questa fosse la prima piramide con due gruppi di camere interne, ognuna con il proprio ingresso. La doppia pendenza potrebbe essere la manifestazione esterna di questa particolarità a simboleggiare che Snefru era sovrano incontrastato del Doppio Paese.
  •  Accanto alla piramide si trova un tempio per i riti funebri per l’anima del re, fornito di nicchie e altari per le offerte. Per la prima volta sono presenti pitture parietali in bassorilievo. Sono processioni con le personificazioni dei distretti dell’Egitto che portano al defunto le primizie del territorio come offerta funeraria. Diventa possibile per l’anima del morto (il ka, il doppio) continuare a vivere grazie alla magia intrinseca di queste pitture.           


Ma il terreno sul quale sorgeva il complesso non era abbastanza resistenza e presto compaiono crepe nella piramide romboidale. Snefru ordina di modificare la piramide del padre Huni a Meidum. Il profilo degli 8 gradoni viene riempito dando vita alla prima piramide a facce lisce della storia.

Nel complesso di Meidum troviamo:

  • Tempio basso o a valle (molo simbolico)
  • Vialetto di accesso (collegamento tra tempio vicino al fiume e tempio vicino alla piramide)
  • Tempio alto (per il culto quotidiano del sovrano)
  • Muro di recinto (per tenere lontano il caos)
  • Piramide a facce lisce (raggio di sole pietrificato)
  • Piramide secondaria (funzione sconosciuta)

·        
Snefru possiede, quindi, due complessi funerari ma nessuno dei due lo soddisfa pienamente: uno perché era l’usurpazione della tomba del padre e l’altro perché imperfetto visto l’alto rischio di crolli. Decide quindi di costruire un terzo edificio, a Dashur, ma a 1,5 km a nord rispetto alla piramide romboidale. In questo nuovo edificio decide di utilizzare la tecnica delle file orizzontali (nelle piramidi a gradoni le file di pietre sono inclinate verso il centro dell’edificio) già usata nella parte alta della piramide romboidale e nello strato esterno di quella di Meidum.
Piramide rossa
Vengono anche usate le facce lisce. Questo edificio, alto 109 m e con lato di 220 m, è noto come Piramide Rossa per la tonalità dei bloc
chi di pietra calcarea. Qui viene sepolto Snefru dopo 24 anni di regno. 

Il regno di Snefru non è caratterizzato solo sa un’intensa attività artistica ma anche da radicali cambiamenti nell’ideologia. Durante la III dinastia (Djoser compreso) il monarca e il passaggio nell’aldilà è legato alla sua capacità di salire alle stelle circumpolari. Ma con la IV dinastia, Snefru lega la sua vita eterna al culto solare. Il complesso funerario diventa una rappresentazione del percorso del sole.
Mappa Dashur: orientamento secondo il percorso del sole
A est, dove nasce, si trova il tempio basso al quale si arriva con una barca che imita quella che il sole usa per muoversi. Il percorso quotidiano dell’astro è rappresentato dal corridoio di ingresso. Il tempio alto si trova nel luogo dove muore il sole. Qui si trova anche l’elemento ascensionale che permetterà al faraone di riunirsi con gli altri dei: la piramide. La stessa ideologia la ritroviamo nei rilievi delle pareti nelle diverse costruzioni del complesso.

lunedì 13 febbraio 2017

ANTICO EGITTO: Abido e le sue tombe

Abido è una delle più antiche città dell'Alto Egitto. Si trova a ovest del Nilo. Il nome significa collina del tempio poiché si riteneva che in quell'area, nel tempio simbolo della collina primigenia emergente dal Nun, vi fosse conservata la testa di Osiride come descritto in una versione del mito del dio. Abido, insieme a Eliopoli, è stata una delle due città sante dell'antico Egitto.
Le origini della città si perdono nella preistoria; di certo esiste già in epoca predinastica essendo la capitale dell'Alto Egitto, come testimoniato dai ritrovamenti di tombe e dai primi riscontri sulla presenza di un tempio, attribuibili a sovrani detti Seguaci di Horo, del periodo predinastico di Naqada e del protodinastico.

Il tempio e la città vennero ricostruiti più volte nell'arco delle 30 dinastie e la necropoli era utilizzata con continuità. Durante la XII dinastia, una grande tomba venne scavata nella roccia da Sesostri III. Seti I, della XIX dinastia, costruì un nuovo tempio a sud della città in onore dei sovrani delle dinastie più antiche. Il tempio poi venne completato da Ramesse II.

Considerata uno dei siti archeologici più importanti in Egitto, la città sacra ospitava molti templi antichi, incluso Umm el-Qa'ab, una necropoli reale dove furono sepolti i primi faraoni. Abido è sempre stato un centro cultuale, all'inizio per la divinità Khentiamentiu e in seguito per Osiride e Iside.

IL GRANDE TEMPIO DI OSIRIDE
Horo e il faraone
Nel corso dei secoli, sono stati costruiti e ricostruiti nove o dieci templi. Il primo era delimitato da un recinto di 9x15 metri, circondato da una sottile parete di mattoni crudi. Nel secondo tempio un temenos (involucro), cioè un muro esterno, circonda il sito. Questa parete viene poi ispessita nelle due successive ricostruzioni. Viene poi eretto anche un edificio più piccolo al cui interno sono stati ritrovati resti di ceneri nere. Tra queste ceneri sono stati ritrovati vasi votivi, sostituti dei sacrifici umani voluti da Cheope nella sua riforma dei templi. Una scoperta recente ha portato alla luce una nuova camera in cui sono stati rinvenuti avori intagliati, figurine e piastrelle che mostrano le splendide opere della prima dinastia. La statuetta in avorio di Cheope ci consegna l'unico ritratto del grande faraone. Il faraone Pepi I procede con un grande ampliamento  e con l'aggiunta di un grande portale in pietra per il temenos e di un colonnato. Alla fine, l'ultimo tempio sarà grande almeno tre volte rispetto alla prima versione.

IL TEMPIO DI SETI I
Questo tempio è stato costruito a sud rispetto ai templi principali. Questo edificio è meglio noto come
Facciata del tempio
il Grande Tempio di Abido. Lo scopo principale era il culto di Seti I e conservare la memoria dei primi faraoni, inclusa nei Riti degli Antenati. Una lunga lista di faraoni antichi, tra cui Narmer e Menes, è scolpita su una parete ed è nota con il nome Lista dei re di Abido o Tavola di Abido. La sua importanza è grandissima e per questo è stato anche rinominata la "Stele di Rosetta" dell'archeologia egizia analogamente alla "Stele di Rosetta" della scrittura egizia. 
Ci sono anche sette cappelle: una per il culto del faraone, tre per i capi degli dei Ptah, Re-Horakhty e Amon-Re e le ultime tre per la triade Osiride, Iside e Horo. I riti religiosi che avvenivano in queste cappelle sono la prima forma del Rituale Quotidiano, eseguita in tutti i templi durante il periodo faraonico. Sul retro del tempio è stata rinvenuta una struttura abbastanza enigmatica nota con il nome di Osireion  che serviva come cenotafio per Seti-Osiride. I soggetti delle decorazioni non sono storici ma mitologici.
Geroglifici "fuori dal tempo"
All'interno del tempio sono visibili due incisioni in bassorilievo che appaiono a forma di elicottero e di carro armato. Questa immagine, a lungo scambiata per un oggetto fuori dal tempo, è stata poi identificata con certezza come una sovrapposizione casuale di due strati di incisioni di epoche diverse.



IL TEMPIO DI RAMESSE II
E' un tempio molto più piccolo e semplice come struttura con la differenza di possedere decorazioni di cui rimangono le parti inferiori, legate a fatti storici, come il Poema di Pentaur. L'esterno è decorato con scene della battaglia di Kadesh.








martedì 8 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO MEDIOASSIRO: il rilievo e la glittica

Per quanto riguarda il rilievo, l'arte medioassira sembra orientata verso la narrazione figurativa che sfrutta veridicità  e drammaticità espressive per descrivere il movimento e la forza della rappresentazione. Per la prima volta si nota un certo gusto narrativo che privilegia in alcuni casi il dinamismo e la rappresentazione degli eventi, in altri la drammaticità degli episodi bellici.
Obelisco spezzato di Assurbelkala
Questa predisposizione verso il rilievo narrativo è ampiamente documentata nell'obelisco spezzato di Assurbelkala rinvenuto a Ninive. Molto più difficile è invece valutare l'impatto dell'arte mitannica sul rilievo medioassiro. A questo proposito, possibili confronti possono essere cercati nell'arte glittica di Mitanni ma i reperti a disposizioni sono troppo scarsi per una ricerca approfondita.

Nella glittica, emergono delle novità a partire dal XIV secolo, quando le botteghe di Assur cominciano a proporre nuovi stili formali, vigorosi, eleganti, privi di condizionamenti e con un certo gusto naturalista. Dopo una prima fase di chiara influenza mitannica, le sperimentazioni successive sono autonome e portano a un sempre maggior spazio libero metopale, forte plasticità delle figure e una drastica riduzione delle immagini nel campo scenico del sigillo. 

Base cultuale di Tukulti-Ninurta
Questa base proviene dal tempio di Ishtar ad Assur e risale al XIII secolo a.C.
Base cultuale di Tukulti-Ninurta
Mostra caratteri formali, stilistici e di espressione propagandistica che avranno più ampia diffusione nell'arte assira del I millennio. L'impianto figurativo si sviluppa principalmente intorno all'immagine del sovrano rappresentato in due momenti diversi, mentre si avvicina e mentre si inchina davanti alla base cultuale secondo una precisa scansione del tempo, che nasce dall'esigenza di rendere chiara e dinamica la successione degli eventi. L'iscrizione alla base del podio è una dedica a Nusku, dio del fuoco e della luce, figlio e ministro del sommo Enlil.
Davanti al sovrano è una base cultuale che, sebbene senza rosette, ha la stessa struttura e morfologia di quella reale su cui è post il rilievo. Sulla base si ergono uno stilo e una tavoletta, simboli del dio babilonese Nabu.

venerdì 4 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO MEDIOASSIRO: l'architettura

Viene presto avviato un intenso programma di restauro e ricostruzione che culminerà con il sorgere di una nuova capitale sulla sponda opposta del Tigri, di fronte alla città di Assur. 
Molto noto è il tempio del dio Assur:
  • corte centrale quadrata
  • cella latitudinale con podio e nicchia
  • ziqqurat appoggiata al complesso templare (lato di 30 metri)
Sono tutti aspetti già conosciuti grazie al tempio paleoassiro di Qattara fatto erigere da Shamshi-Adad I e ci dimostrano la presenza di un modello architettonico usato dalle fabbriche sacre di Larsa e Ur.  Il richiamo alla tradizione architettonica, nata in Mesopotamia centro-meridionale e poi diffusa in tutta Babilonia da circa cinque secoli, rappresenta l'ultimo chiaro riferimento a modelli meridionali mai più usati e conosciuti in seguito. 
Pianta di Assur

Sotto il governo di Tukulti-Ninurta I si avvia un grande intervento di restauro e ricostruzione del tempio doppio di Sin e Shamash. L'edificio rispetta canoni ben definiti nel patrimonio architettonico conosciuto in Alta Mesopotamia, presentando i primi elementi del successivo periodo neoassiro. In particolare, la cella longitudinale e la presenza di un'antecella larga sono le principali caratteristiche dell'edilizia sacra assira che, solo in questo complesso, presentava anche un articolato complesso di corpi aggettanti verso l'ingresso principale. Dell'architettura palaziale medioassira è conosciuto poco. Si può ipotizzare però la presenza di una grande corte esterna (babanu) e di una interna (bitanu) con una sala del trono intermedia a ingresso trasverale.

mercoledì 9 dicembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTODINASTICO

Questo periodo mostra una certa omogeneità,  nonostante l'intera Mesopotamia sia caratterizzata da un accentuato policentrismo, con le città-stato in competizione tra loro o, a volte, dipendenti tra loro.
Ur - ricostruzione
Questo è il periodo in cui si verifica un forte incremento demografico in tutti i maggiori centri: Uruk, Ur, Lagash, Umma a sud, Adab e Nippur nel centro e Assur e Mari nel nord della Mesopotamia. 
Le nuove forme statali si organizzano intorno al palazzo che diventa un centro direzionale delle nuove citta-stato, delegando al tempio, precedentemente unica organizzazione statale, il primato ideologico, compresa la legittimazione divina del potere regale.
I complessi religiosi  mantengono una certa importanza amministrativa ed economica sebbene siano subordinati al potere del palazzo. La nascita di un centro forte, con l'autorità del palazzo affiancata a quella del tempio, determina un maggiore e più diretto controllo sulla periferia. Nella campagna,  che deve ora contribuire con il pagamento di tasse e fornitura di lavoro, si estende l'amministrazione centrale attraverso un procedimento di decentramento e sfruttamento dei campi. 
La produzione artistica è frutto della propaganda per legittimare i re delle città-stato, amministratori del territorio cittadino per conto del dio, di cui il sovrano è solo un custode.
La regalità viene spiegata dal concetto che essa "discende dal cielo", cioè è donata dagli dei al sovrano che si impegna a essere uno strumento del volere divino facendo da mediatore tra la sfera umana e quella divina. I re si presentano come amministratori di un territorio e di un popolo che appartengono alla divinità protettrice della città. I loro compiti sono quelli di curare gli aspetti amministrativi e di difesa, sebbene la qualità e la quantità dei raccolti, la produttività del regno e l'esito delle battaglie, rimangano volontà del dio. Il re deve anche essere garante del culto, cercando un buon rapporto con la divinità. Risalgono alla fine di questo periodo le prime informazioni di conflitti tra le diverse città-stato: Lagash contro Umma, Uruk che sottomette Ur, Larsa, Umma e Nippur fino a regnare su tutta la Mesopotamia orientale.

mercoledì 28 ottobre 2015

MESOPOTAMIA, ARCHITETTURA: la ziqqurat di Ur

La ziqqurat è l'edificio più significativo dell'antico Vicino Oriente. Come per le piramidi egizie, anche la ziqqurat ha quattro lati e si eleva verso il regno degli dei. Però, a differenza delle piramidi, l'esterno non è liscio ma a più livelli. Questo serviva a facilitare il lavoro che avveniva nella struttura così come le funzioni  amministrative e i rituali religiosi essenziali nelle città di quel tempo. Le ziqqurat sono state ritrovate sparse nelle zone che oggi sono l'Iraq e l'Iran, e sono la testimonianza del potere e delle abilità della cultura che le ha edificate.

Una delle meglio conservate, è la grande ziqqurat di Ur. Piccoli scavi sono stati fatti nel sito intorno all'inizio del XX secolo, e negli anni Venti, Sir Leonard Woolley, con un progetto congiunto tra l'Università della Pennsylvania e il British Museum, ha rivelato il monumento nella sua interezza. Quello che Wolley ha trovato è una struttura rettangolare, orientata verso nord, costruita su tre livelli di terrazze, per una altezza complessiva tra i 20 e i 30 metri.
Ziqqurat di Ur (ricostruzione)
Tre scalinate monumentali conducevano a un ingresso sulla prima terrazza. Poi, una singola scalinata saliva alla seconda terrazza che prevedeva un tempio e la terrazza finale, la più alta.
L'effetto verticale e l'armonia dell'insieme è dato, oltre che dalla forma a torre scalata, dai muri inclinati e dalle scalinate che si congiungono obliquamente sotto una torre di guardia, in origine coperta a cupola. Inoltre gli architetti hanno dovuto praticare una correzione ottica incurvando leggermente verso l'esterno le pareti, per evitare che sembrassero piegate verso l'interno. 
 
La parte interna della ziqqurat era costruita in mattoni crudi di fango coperti con mattoni cotti posati con del bitume, un catrame naturale. La parte inferiore dell'edificio, quello che sostiene la prima terrazza, sembra sia stata costruita con 720 000 mattoni cotti. Le risorse necessarie per costruire la ziqquart sono impressionanti.


La ziqqurat di Ur e il tempio sulla sulla sommità sono stati costruiti intorno al 2100 A.C. dal re Ur-Nammu, terzo della dinastia di Ur, in onore del dio della luna Nanna, patrono della città-stato. La struttura avrebbe dovuto essere il punto più alto della città, visibile da molto lontano, punto di riferimento per i viaggiatori e i fedeli. È probabile che fosse il luogo dove gli abitanti portavano le eccedenze alimentari e dove ricevevano la loro razione di cibo. Nell'antichità si visitava la ziqqurat per trovare nutrimento fisico e spirituale. 
È chiaro che la parte più importante fosse il tempio di Nanna. Ma questo, sfortunatamente, non è giunto fino a noi.
Alcuni mattoni smaltati di blu sono stati trovati nel sito e gli archeologi sospettano che facessero parte della decorazione del tempio. La parte inferiore della ziqqurat, che è sopravvissuta, include splendidi dettagli di ingegneria e design. Per esempio, affinché lo strato di mattoni crudi rimanesse, a seconda della stagione, più o meno umido, gli architetti hanno progettato dei fori attraverso lo strato esterno di mattoni cotti per permettere all'acqua di evaporare. Inoltre sono stati costruiti scoli nelle terrazze per far defluire l'acqua piovana invernale.
La ziqqurat di Ur è stata restaurata due volte. Il primo restauro risale all'antichità. L'ultimo re neo-babilonese, Nabodinus, a quanto pare ha sostituito le ultime due terrazze nel VI secolo a.C.. 2400 anni dopo, alla fine degli anni Ottanta, Saddam Huddein ha restaurato la facciata della massiccia fondazione, comprese le tre scale che portano al cancello del primo livello. Da quest'ultimo restauro, la ziqqurat ha subito qualche danno. Durante la guerra recente condotta dagli americani e dalle forze della coalizione,Saddam Huddein ha parcheggiato i suoi caccia da guerra accanto alla ziqqurat, credendo che i bombardieri li avrebbero risparmiati per paura di distruggere il monumento. Le ipotesi di Hussein si sono dimostrate vere solo in parte, in quanto la ziqqurat ha subito danni proprio in seguito ad alcuni bombardamenti.

venerdì 23 ottobre 2015

MESOPOTAMIA, ARCHITETTURA: ziqqurat e tempio

La ziqqurat
Le prime ziqqurat, templi a torre caratteristici della Mesopotamia, comparvero alla fine del III millennio, quando si diffuse  l'uso del mattone cotto al sole. Gran parte delle terre fra il Tigri e l'Eufrate sono infatti prive di alberi da cui trarre il legno , e scarse sono le montagne da cui cavare pietre per costruire. Per questo i popoli della Mesopotamia hanno sfruttato al massimo le potenzialità dell'argilla, abbondante nei pressi dei fiumi. Il mattone, nato da questa esigenza, è ottenuto lavorando un impasto di paglia, argilla e acqua, poi compresso in stampi. in genere a forma di parallelepipedo, ed essiccato al sole o cotto nelle fornaci.

Ziqqurat di Ur
La ziqqurat ha pianta quadrangolare e si eleva tramite terrazze sovrapposte, via via più piccole e di altezza variabile. Era di solito riccamente decorata con piastrelle smaltate. Alla sommità, vi era la casa del dio. Questa era accessibile solo al re e ai sacerdoti. Vi si giungeva tramite una serie di scalinate, poste su un lato tra cui una, rettilinea, che si sviluppava frontalmente. Dalle piattaforme si accedeva a sale per le riunioni legate al culto o alla rappresentanza dei dignitari regali.
Tra le ziqqurat più importanti ci sono le ziqqurat di Ur, Eridu, Uruk, Babilonia. Il volume è massiccio: simbolo di montagna sacra, quindi espressione del potere divino, collega idealmente la Terra al Cielo. Molto ben conservata è la ziqqurat di Luna Nanna a Ur. Fu edificata da Ur-Nammu, il primo re della terza dinastia Ur e da suo figlio. In origine erano tre i gradoni, alti circa 25 metri e poggiati su una base rettangolare. L'esempio più celebrato dagli storici è la ziqqurat di Etemenanki. Era collegata al tempio di Marduk a Babilonia. Si lega al mito della
Ziqqurat di Etemenanki (modello)

torre di Babele. Oggi ne rimangono poche rovine, ma ne conosciamo la descrizione grazie allo storico Erodoto. Aveva una base quadrata di 90 metri di lato. Possedeva 7 gradoni di altezza decrescente. 
Erodoto parla di scalinate attorno al monumento, spesso erronemanete interpretate come elicoidali. 
Il recinto esterno, quadrato, misurava 400 metri di lato ed era delimitato su due lati dalla via delle Processioni, che dopo aver attraversato il fiume, piegava verso la porta di Ishtar.

Il tempio 
 Diversamente da altre aree, in Mesopotamia il tempio mostra un'evoluzione lenta e graduale. 
  • la struttura è posta su una piattaforma artificiale rialzata. L'accesso avviene tramite rampa.
  • la pianta è spesso tripartita: un vano centrale triangolare è affiancato da due vani minori, sui lati.
  • l'ambiente centrale è una cella. Vi si accede lateralmente.
  • Le pareti presentano nicchie e pilastri aggettanti
  • l'altare è posto sopra un lato breve.
All'inizio i templi avevano anche funzione di magazzino per le scorte alimentari di tutta la città.
Un esempio è il Tempio Bianco di Uruk. Lungo 22,30 metri e largo 17, 50, era collocato su una grande terrazza ed era rivestito di calce bianca, da cui il nome. 
 

mercoledì 21 ottobre 2015

MESOPOTAMIA: la nascita delle città-stato

Fiume Nilo
Cinquemila anni fa si svilupparono le grandi civiltà dell'antico Egitto e della Mesopotamia. Entrambe avevano in comune la presenza di grandi fiumi che rendevano fertili i terreni e servivano anche come vie di comunicazione. Questi fiumi sono il Nilo in Egitto e il Tigri e l'Eufrate in Mesopotamia. 
Fiume Tigri


I popoli furono capaci di insediarsi in queste regioni, organizzarsi socialmente ed economicamente. In comune le due civiltà avevano anche l'organizzazione politica e sociale: un potere centrale nelle mani si un sovrano. 
In Mesopotamia, oltre a una crescita produttiva, ci fu un grande impulso culturale che portò alla nascita delle prime città nella storia dell'uomo: la cosidetta rivoluzione urbana.
I primi insediamento sorsero lungo le rive dei fiumi (città fluviali): è il caso di Ninive sulle sponde del Tigri e di Ur o Babilonia sul fiume Eufrate. Con lo sviluppo degli scambi commerciali, nacquero nuovi centri abitati, sedi di mercati. I più importanti erano in Siria e sulle rive del Mediterraneo (Ebla, Tiro, Biblo, Palmira).

IL FENOMENO DELL'URBANIZZAZIONE
Quando, sul finire del IV millennio, vennero fondate le prime città, esse assunsero tipologie del tutto nuove, che non rappresentavano assolutamente evoluzioni o ampliamenti dei villaggi neolitici preesistenti. Rispetto a un insediamento agricolo preistorico, infatti, la città non era solo più grande, ma anche e soprattutto diversamente organizzata. In essa, del resto, non vivevano né contadini, né allevatori, che preferivano rimanere nei villaggi, dove godevano di una evidente comodità nell'essere più vicini ai campi e al bestiame. 
Babilonia (ricostruzione)
Gli abitanti delle città erano quindi artigiani, mercanti, soldati, funzionari, magistrati e sacerdoti. Nella città antica, si andava precisando una netta divisione del lavoro, dalla quale è discesa in modo praticamente diretto, una prima suddivisione in classi sociali. Al vertice di questa gerechia, vi era il sacerdote, con il suo potere economico e politico, al quale si affiancava il re che aveva il compito di guidare l'esercito in guerra. C'erano poi i funzionari e gli scribi che si occupavano di registrare i contributi versati al tempio. Seguivano i guerrieri con il compito di difendere la città, e gli artigiani, i tessitori, i fabbri, gli allevatori e infine i contadini e gli schiavi.
Ogni classe trovava la proprio collocazione in uno spazio fisico ben defninito. Sorgevano interi quartieri nei quali si concentravano, ad esempio, tutti gli artigiani di un certo settore. Ogni quartiere era poi collegato con gli altri attraverso un sistema di strade il più regolare possibile, spesso a maglia ortogonale od organizzato intorno a luoghi-simbolo del culto (templi) o del potere (palazzo reale).
L'intero abitato, infine, era circondato da solide mura, di mattoni crudi, che vennero poi sostituiti da quelli cotti, più solidi e talvolta anche in pietra. La città diventa simbolo della potenza e della ricchezza dei suoi abitanti.
 
LE CITTÀ-TEMPIO DEL VICINO ORIENTE
Le città della Mesopotamia erano strettamente legate alla presenza del sovrano ed erano quindi organizzate intorno al palazzo reale. Il palazzo era il luogo di accumulazione, trasformazione e distribuzione della ricchezze della comunità, prime fra tutte le risorse alimentari. L'edificio era circondato da un'aura di sacralità, dovuta alla connotazione religiosa del sito. 
Il tempio è stata la prima architettura con un ruolo-guida nella società, grazie al forte valore simbolico. Per esempio, nelle città sumeriche, il monarca era anche sacerdote supremo e, secondo la mitologia, era fatto scendere dal cielo per governare.
Uruk (ricostruzione digitale)
La città aveva forma circolare e sviluppo radiale, era difesa da mura imponenti e suddivisa, al suo interno, da strade disposte secondo i punti cardinali. Al centro si innalzava la torre sacra, la ziqqurat.
Se in Egitto il processo di urbanizzazione fu improvviso e rapido a partire dalla fine del IV millennio, in Mesopotamia si sviluppò prima ma in modo graduale. Si è riscontrata, già in questa fase, una certa attività pubblica legata al tempio. Questo veniva collocato in posizione centrale. Assunse presto una specifica caratterizzazione architettonica, confermando inoltre la presenza di una organizzazione collettiva del lavoro: servivano grandi quantità di mezzi e di uomini, capaci di offrire prestazioni specializzate. Occorrevano strade e canali sicuri per il trasporto del materiale da costruzione.