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sabato 5 marzo 2016

I SUMERI - PERIODO NEOSUMERICO: la glittica

I temi trattati in questo perioso sono incentrati sulla figura del re divinizzato che accoglie ufficiali, intesi anche come fedeli, introdotti da una divintà minore secondo uno schema ripetitivo. Lo stile complessivo presenta le figure in un'ordinata contrapposizione che si manifesta con la divisione dello spazio, il verticalismo dei personaggi e nei vuoti della metopa. Questa nuova plasticità (capacità di occupare lo spazio) è una forte rottura con la produzione del periodo precedente, quando lo studio delle proporzioni dei personaggi erano ancora agli inizi e meno importante rispetto alla funzione narrativa.
Kaunakes

Il tema di presentazione prevede sulla destra la raffigurazione di un personaggio reale, quindi divino, seduto su un trono senza schienale, vestito con un abito a balze di lana, una tiara con corna sul capo. Egli è nell'atto di ricevere, con un braccio teso in avanti, il fedele. Il funzionario, cioè l'orante fedele, spesso è senza capellio copricapo, incede verso il sovrano a mani conserte sul ventre o all'altezza del viso. Porta un lungo abito cerimoniale ed è introdotto da una divinità minore vestita di kaunakes.
L'intera scena è spesso arricchita da falci lunari che racchiusono dischi radiali o stelle e globi. 

sabato 7 novembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: architettura

I complessi monumentali dell'area sacra dell Eanna a Uruk sono un punto di riferimento per provare a definire le tipologie e le variabili planimetriche  dell'architettura monumentale, soprattutto sacra, tra la fine del IV e l'inizio del III millennioa.C. I numerosi edifici rinvenuti nell'area sacra alla dea Ianna (area Eanna appunto) e al dio Anu (area Kullaba) sono fondamentali per identificare tradizione architettonica nata nel sud della Mesopotamia e poi  sviluppatasi anche sul medio e alto corso dell'Eufrate. 
  • A. Tempio a mosaico
  • B. Palazzo Quadrato
  • C. Tempio C
  • D. Tempio D
  • E. Cortile a mosaico
  • F. Sala dei Pilastri
Tra il VI e il IV livello dell'area dell'Eanna sono conosciuti molti complessi monumentali con funzione incerta. Il tempio a mosaico di coni di pietra è un edificio del VI livello con probabile funzione rituale. Il tempio misurava 19 x 29 m e comprendeva una cella centrale tra due ali simmetriche e, su un lato, un ambiente ortogonale a forma di L. Il muro del recinto era costruito con lastre di pietra. 
Il mosaico rinvenuto presso il tempio era composto da blocchetti conici di terracotta che venivano inseriti nella parete come chiodi, cioè messi in orizzontale in file sovrapposte con la punta verso il muro e la base colorata a vista.

Altro edificio è il Palazzo Quadrato, organizzato intorno a un cortile di 31 metri di lato circondato da vani minori disposti lungo il perimetro.  Gli ingressi erano numerosi e su tutti e quattro i lati dell'edificio. Le facciate erano caratterizzate da sporgenze e rientranze secondo una tradizione consolidata e riscontrabile anche in altri edifici dell'area. Il tempio C era di certo un edificio religioso; il complesso templare era tripartito, con annesso un secondo nucleo. La sala centrale era caratterizzata da nicchie e lesene. Al tempio C si affiancava il più grande tempio D, che si componeva di una grande sala centrale affiancata da due ali di ambienti e da nuovi vani minori localizzati lungo i lati brevi; il muro perimetrale si articolava con corpi scalari che creavano costruzioni aggettanti; queste, a loro volta, erano decorate con rientranze e lesene. La parte più monumentale del tempio è quella risalente  al livello V, completamente edificata in pietra calcare bianca; lo schema era tripartito, con una navata centrale  e vani minori lungo i lati. Gli ingressi erano numerosi e immettevano nella navata centrale, dalla caratteristica forma a T.
Parete a mosaico

Il complesso dell'Eanna era provvisto anche di un cortile a mosaico. Una parete era interamente coperta da un mosaico policromo di coni di terracotta lunghi tra gli 8 e i 10 centimetri e colorati di rosso, bianco e nero. Un ultimo edificio è la Sala dei Pilastri, ritenuta un osservatorio solare o un calendario per i giochi di ombre proiettati dal sole durante i solstizi e gli equinozi. 

mercoledì 4 novembre 2015

I SUMERI: periodo protostorico

Questo periodo va dal 3500 a.C. al 2900 a.C.. Nuove tecnologie, una maturazione organizzativa, un profondo sforzo di sfruttamento  dei terreni agricoli e la successiva disponibilità di eccedenza produranno quella che lo studioso G. Childe ha chiamato "rivoluzione urbana" . Lo sviluppo dei primi centri urbani, che superano la struttura del villaggio del Neolitico, ci accompagna a tre grandi trasformazioni:
  • tecnologico
  • demografico
  • organizzativo
Da un punto di vista organizzativo, la specilizzazione lavorativa favorita dalle eccedenze alimentari, determina una forte gerarchizzazione del lavoro, controllata dal tempio / palazzo.
Si definiscono così due tipi di rapporti con l'organizzazione statale: uno di dipendenza, in cui gli specialisti lavorano con i mezzi di produzione del palazzo che garantisce la loro sussistenza tramite razioni o assegnazione di terre; l'altro "libero", in cui il singolo cittadino possiede i mezzi di produzione e provvede la fabbisogno suo e della sua famiglia. 
Aratro seminatore
Da un punto di vista tecnologico vengono fortemente potenziati i sistemi di canali attraverso la bonifica dei terreni paludosi della Mesopotamia meridinale, si perfeziona l'aratro-seminatore usato per la coltivazine dei terreni dell'alluvio, che permette di ridurre i tempi di lavorazione dei campi rispetto all'uso della zappa, e si stabilizza su alti rendimenti la produzione di cereali.
La rapida crescita demografica, consentita dall'aumento delle disponibilità alimentari, provoca una grande concentrazione di popolazione nella città di Uruk e uno spopolamento della compagna circostante fino a un raggio di parecchi chilometri. 
L'arte di questo periodo risente delle trasformazioni connesse alla produzione agricola, punto fondamentale per lo sviluppo economico del paese, tanto da privilegiare temi legati ai cicli della natura e alle divinità, di cui emergono con grande forza gli aspetti della fertilità e protezione

venerdì 30 ottobre 2015

I SUMERI: introduzione

I Sumeri sono stati il primo popolo a stanziarsi nel sud della Mesopotamia, tra il IV e il III millennio. La mezzaluna fertile è sempre stata luogo di passaggio e di popolamento misto. Non è quindi facile riconoscere forme di arte da attribuire a un solo popolo. Non è del tutto corretto, perciò, parlare di arte dei Sumeri. Lo studio linguistico dei documenti risalenti a quell'epoca, permette di individuare almeno due gruppi etnici: i Sumeri da un lato e gli Akkadi dall'altra. Lo stesso viene confermato dallo studio dell'onomastica che mostra una significativa presenza di nomi semiti (akkadi). 
Da un punto di vista prettamente storico e sociale, vediamo che tipo di popolo erano i Sumeri:
    cartina
  • posizione geografica: si stanziano nella zona del delta dei fiumi Tigri ed Eufrate. La zona sembrava poco adatta ad essere abitata e coltivata: mancava legname e metalli; in parte era paludosa ed era spesso investita da inondazioni. Per rendere fertile il terreno era necessario controllare le violente piene con argini solidi, prosciugare le zone paludose, scavare canali di irrigazione per portare acqua ai campi più lontani e far defluire quella in eccesso. 
  • agricoltura:  costruiscono canali per irrigare i campi e dighe per controllarne l'acqua. Coltivavano cereali (frumento, orzo), ortaggi (cipolle), legumi (piselli, lenticchie, fave), piante da frutto (fichi, meli, peri, mandorli).
  • allevamento: allevavano buoi, capre, asini e maiali. 
  • pesca: si praticava lungo le rive dei fiumi e del Golfo Persico.
  • artigianato: lavoravano il legno e i metalli come il rame e il bronzo, che servivano per costruire utensili da lavoro. Erano ottimi orafi ed eccellevano nella lavorazione delle pietre dure usate per fare i gioielli. Inventarono il mattono cotto al sole.
  • commercio: esisteva il baratto nei mercati cittadini. Furono anche i primi a usare le bilance e il denaro sottoforma di barre d'argento sulle quali era impresso il peso.
  • città: i Sumeri vivevano in città-stato. Le più importanti furono Ur, Uruk, Lagash, Nimrud. Erano circondate da mura di mattoni cotti. All'interno delle mura erano presenti edifici in pietra e fango come case dal tetto piatto ed edifici in mattoni cotti di argilla come le ziqqurat e il palazzo reale. All'esterno delle mura c'erano i campi coltivati.
  • case: la maggior parte delle case veniva edificata con mattoni di argilla essicata; spesso venivano usate anche le canne fornite dai fiumi. Per gli edifici più importanti era usato il legno o la pietra perchè materiali più resistenti. Le abitazioni del popolo erano a due piani con attorno un cortile per le greggi. Il sistema di fognature era buono e l'acqua corrente arrivava nelle case per mezzo di tubazioni in terracotta.
  • organizzazione sociale: la società era suddivisa in classi sociali secondo una gerarchia piramidale. Al vertice c'era un re-sacerdote che governava la città; seguivano i sacerdoti che si occupavano di religione e consigliavano il re; i soldati difendevano la città; i mercanti importavano ed esportavano merci; gli artigiani producevano manufatti; c'erano poi i contadini e i pastori e infine gli schiavi che erano, solitamente, prigionieri di guerra. 
    divinità sumere
  • religione: sono politeisti. Le divinità sumere avevano caratteristiche antropomorfe, presiedevano le forze della natura, determinavano il destino degli uomini. I Sumeri dedicavano una città a una divinità. Il luogo di culto era la ziqqurat.
  • scoperte e invenzioni: inventarono la scrittura cuneiforme, l'aratro, la ruota e i carri con le ruote, le imbarcazioni e le vele.
  • cibo: vivevano di agricoltura e allevamento. Dall'orzo erano in grado di produrre una bevanda simile alla birra. Tra le divinità c'era Nidaba, patrona della birra. Veniva onorata in molte feste annuali, durante le quali la birra veniva servita gratuitamente ai fedeli all'interno dei santuari.

venerdì 23 ottobre 2015

MESOPOTAMIA, ARCHITETTURA: ziqqurat e tempio

La ziqqurat
Le prime ziqqurat, templi a torre caratteristici della Mesopotamia, comparvero alla fine del III millennio, quando si diffuse  l'uso del mattone cotto al sole. Gran parte delle terre fra il Tigri e l'Eufrate sono infatti prive di alberi da cui trarre il legno , e scarse sono le montagne da cui cavare pietre per costruire. Per questo i popoli della Mesopotamia hanno sfruttato al massimo le potenzialità dell'argilla, abbondante nei pressi dei fiumi. Il mattone, nato da questa esigenza, è ottenuto lavorando un impasto di paglia, argilla e acqua, poi compresso in stampi. in genere a forma di parallelepipedo, ed essiccato al sole o cotto nelle fornaci.

Ziqqurat di Ur
La ziqqurat ha pianta quadrangolare e si eleva tramite terrazze sovrapposte, via via più piccole e di altezza variabile. Era di solito riccamente decorata con piastrelle smaltate. Alla sommità, vi era la casa del dio. Questa era accessibile solo al re e ai sacerdoti. Vi si giungeva tramite una serie di scalinate, poste su un lato tra cui una, rettilinea, che si sviluppava frontalmente. Dalle piattaforme si accedeva a sale per le riunioni legate al culto o alla rappresentanza dei dignitari regali.
Tra le ziqqurat più importanti ci sono le ziqqurat di Ur, Eridu, Uruk, Babilonia. Il volume è massiccio: simbolo di montagna sacra, quindi espressione del potere divino, collega idealmente la Terra al Cielo. Molto ben conservata è la ziqqurat di Luna Nanna a Ur. Fu edificata da Ur-Nammu, il primo re della terza dinastia Ur e da suo figlio. In origine erano tre i gradoni, alti circa 25 metri e poggiati su una base rettangolare. L'esempio più celebrato dagli storici è la ziqqurat di Etemenanki. Era collegata al tempio di Marduk a Babilonia. Si lega al mito della
Ziqqurat di Etemenanki (modello)

torre di Babele. Oggi ne rimangono poche rovine, ma ne conosciamo la descrizione grazie allo storico Erodoto. Aveva una base quadrata di 90 metri di lato. Possedeva 7 gradoni di altezza decrescente. 
Erodoto parla di scalinate attorno al monumento, spesso erronemanete interpretate come elicoidali. 
Il recinto esterno, quadrato, misurava 400 metri di lato ed era delimitato su due lati dalla via delle Processioni, che dopo aver attraversato il fiume, piegava verso la porta di Ishtar.

Il tempio 
 Diversamente da altre aree, in Mesopotamia il tempio mostra un'evoluzione lenta e graduale. 
  • la struttura è posta su una piattaforma artificiale rialzata. L'accesso avviene tramite rampa.
  • la pianta è spesso tripartita: un vano centrale triangolare è affiancato da due vani minori, sui lati.
  • l'ambiente centrale è una cella. Vi si accede lateralmente.
  • Le pareti presentano nicchie e pilastri aggettanti
  • l'altare è posto sopra un lato breve.
All'inizio i templi avevano anche funzione di magazzino per le scorte alimentari di tutta la città.
Un esempio è il Tempio Bianco di Uruk. Lungo 22,30 metri e largo 17, 50, era collocato su una grande terrazza ed era rivestito di calce bianca, da cui il nome.