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venerdì 11 marzo 2016

I BABILONESI: introduzione

La civiltà babilonese inizia intorno al II millennio a.C. quando i Sumeri vengono sostituiti dagli Amorrei.
Vediamo nel dettaglio:

  • TEMPO: II millennio a.C..Nel 2300 a.C. i Babilonesi, guidati dal re Hammurabi, si stabiliscono a Babilonia. 
  •  LUOGO: Mesopotamia. I resti di Babilonia sono nell'odierna città di Al Hillah, a 80 km da Baghdad.
  •  ORIGINI: intorno al 3600 a.C., gli Amorrei, pastori nomadi della Siria, arrivarono in Mesopotamia e fondarono Babilonia (in ebraico Bab-El cioè "porta di Dio").
  • ATTIVITA': coltivavano grano, orzo, miglio, datteri, fichi, albicocche, mele, pere e pistacchi. Dall'allevamento ricavavano latte, formaggi e carne. Si dedicavano anche alla pesca nel Golfo Persico. Erano abili artigiani e commercianti.
  • CENTRI ABITATI PRINCIPALI: Babilonia, considerata anche l'ombelico del mondo grazie all'arte e alla cultura.
  • SOCIETA': divisa in tre classi: gli uomini liberi erano proprietari di terre, sacerdoti, scribi e ricchi mercanti; gli uomini semiliberi erano artigiani, piccoli commercianti e contadini; gli schiavi erano prigionieri di guerra e svolgevano i lavori più pesanti ed umili.
  • RELIGIONE: politeista. Le divinità più importanti erano Marduk, Ishtar, Nabu e Shamash. Marduk era il padre degli dei mentre Ishtar la grande madre.
  • LUOGO DI CULTO: Ziqqurat
  • SCOPERTE ED INVENZIONI: uso della scrittura cuneiforme; primo codice di leggi scritte (codice di Hammurabi), calendario, meridiana e cubito. Suddivisero il giorno in 24 ore, l'ora in 60 minuti e il minuto in 60 secondi. Erano medici abili, conoscitori delle erbe, chirurghi, ingegneri ed architetti. Scoprirono la tintura. Erano in grado di preparare profumi ed unguenti.

martedì 23 febbraio 2016

I SUMERI - PERIOODO NEOSUMERICO: l'architettura

Quartiere sacro di Ur
Le conoscenze dell'architettura di questo periodo derivano principalmente dai complessi di Ur, Sippar e Nippur. Il quartiere sacro di Ur si componeva di molti edifici, organizzati in prossimità della grande ziqqurat fatta costruire da Ur-Nammu in onore del dio protettore della città, Nanna: il complesso religioso era composto da due o tre terrazze raggiungibili da una scalinata centrale e due laterali; i prospetti dell'edificio erano caratterizzati da contrafforti, lesene, sporgenze e rientranze. Sul piano più alto si doveva ergere il santuario, le cui misure cambiano in funzione dell'alzato della ziqqurat: se le terrazze erano tre, il tempio sulla sommità doveva limitarsi a un semplice sacello (piccola area recintata con al centro un altare), mentre se le terrazze erano soltanto due il tempio poteva essere più articolato.
L'accesso alla ziqqurat era permesso tramite l'Edublamakh, portale di accesso che durante il periodo neosumerico fungeva anche da corte di giustizia. L'ingresso dalla corte di Nanna fu concepito, per la prima volta, attaverso torrioni aggettanti arricchito da sporegenze e rientranze. Esternamente al complesso sacro del dio Nanna, c'era l'Enunmakh ossia il Tesoro dei dinasti di Ur. Aveva pianta quadrata; al suo interno racchiudeva una fabbrica minore composta  da quattro vani lunghi preceduti da una cella longitudinale. Un altro complesso monumentale era l'Ekhursag di Shulgi, cioè la fabbrica palaziale del secondo re della III dinastia di Ur. Il complesso quadrato era composto da un'ampia corte, due grandi sale con funzione di anticamera e della sala del trono.

venerdì 15 gennaio 2016

I SUMERI - PERIODO PROTODINASTICO: il rilievo

La placca votiva è una delle produzioni artistiche  più diffuse di questo periodo: insieme alla stele celebrativa, queste lastre di pietra di circa 20-30 cm permettono di conoscere gli aspetti essenziali del patrimonio iconografico mesopotamico. Il tema trattato è generalmente quello del banchetto a seguito di qualche cerimonia rituale religiosa ovvero dopo interventi edilizi presso qualche fabbrica sacra. 
Questa tipologia artistica doveva essere affissa con un chiodo alle pareti dei templi; le placche, sui erano spesso indicate specifiche cerimonie, dovevano proteggere il tempio dalle forze del male. La divisione in due o tre registri è un pratico espediente per dare una sequenza logica agli eventi. 
Un esempio è la placca di Ur- Nanshe, sovrano della I dinastia di Lagash, che mostra soluzioni stilistiche abbastanza omogenee organizzate su due registri principali.
Placca di Ur-Nanshe
Nel registro superiore, Ur-Nanshe è rappresentato mentre sorregge una grande cesta, secondo la postura classica di chi è nell'atto di costruire; davanti a lui, rigorosamente in ordine gerarchico, suo figlio ed erede designato Akurgal e alti funzionari. Le dimensioni del sovrano e del principe risultano maggiori per aiutare a decodificare le figure in modo da identificare i personaggi più importanti. L'uso del kaunakes, sorta di gonnellino, portato da Ur-Nanshe e Akurgal, sembra connesso esclusivamente alla regalità.
Nel registro inferiore, il sovrano è nuovamente rappresentato seduto mentre banchetta, con bicchiere nella mano destra, per festeggiare l'avvenuta impresa edilizia; davanti a lui il principe ereditario tende il braccio destro verso il sovrano. La postura delle figure secondarie che seguono il principe Akurgal è quella tipica del fedele con mani giunte sul ventre secondo una tradizione figurativa ampiamente conosciuta anche nella statuaria dell'epoca.
Ancora più significativa è la Stele degli Avvoltoi, realizzata verso la metà del III millennio a.C.

martedì 5 gennaio 2016

I SUMERI - PERIODO PROTODINASTICO: la statuaria

Oranti, provenienti da Tell Asmar
La statuaria mesopotamica del periodo protodinastico segue canoni artistici geometrici che porta all'uso delle forma cilindrica. Questa elimina spigolosità e traumi di linee, promuovendo invece un'immagine sinuosa e rotonda, nonostante il lieve rigonfiamento in corrispondenza dei pettorali.
La statuaria riproduce quasi sempre fedeli in atteggiamento di devozione al dio, come si nota da un gruppo di oranti in pietra provenienti dal tempio Quadrato di Tell Asmar, antica Eshnunna (tre esemplari sono stati, forse in modo errato, riconosciuti nella massima triade divina di Mesopotamia, cioè in Abu, la paredra e il figlio). Le statue mostrano un forte schematismo che le allontana da ogni prospettiva naturalistica; l'obiettivo della statuaria è la creazione di un canale privilegiato per comunicare con il dio.
La centralità delle braccia, rese secondo la classica postura del fedele, e la grandezza sproporzionata degli occhi hanno un forte significato di ricerca di un intimo dialogo con la divinità. La descrizione, il realismo e la visione naturalistica sono aspetti secondari.

venerdì 27 novembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: il rilievo

Rispetto alla statuaria, espressione del rapporto personale tra il fedele e il dio, il rilievo ha una funzione celebrativa e religiosa.

Nel rilievo la figura umana diventa un importante veicolo per celebrare il ruolo istituzionale del personaggio rappresentato, diventa insomma un'espressione dell'ideologia politica e religiosa della comunità. 

Queste prime rappresentazioni di un'arte che celebra la figura del re-sacerdote condizioneranno le successive sperimentazioni del periodo Protodinastico dove l'arte del rilievo, in particolare su stele, diventerà il primo e più efficace sistema di propaganda ideologica e politica.
Compare in questo periodo la figura del capo della comunità che combatte contro i leoni servendosi di una lancia; nello stesso modo emerge una rappresentazione del capo in lotta con i tori che vuole esprimere una nuova ideologia in cui si riconosce e si accetta la guida della comunità.  Questa guida esercita il dominio sulla natura, il controllo sull'imprevedibile ma, allo stesso tempo, porta stabilità, ordine sociale ed equilibrio nel rapporto con il divino. 
A questi soggetti, si aggiungono i temi agricoli e pastorali che caratterizzano la maggior parte dei reperti su pietra più antichi. 
Vaso cultuale di Uruk
Lo splendido vaso cultuale d Uruk testimonia l'antico gusto naturalistico per la rappresentazione di animali, elementi vegetali e la descrizione di simboli che alludono alla fertilità; a questi elementi si affiancano l'immagine di una divinità femminile e l'eroe capo  della comunità, ampiamente trattato dalla sfragistica, l'arte di produrre i sigilli.
Il vaso è diviso in tre parti, o registri, per dare continuità alla narrazione e alla descrizione degli eventi. Il registro inferiore è diviso in un doppio fregio in cui sono rappresentati, nella parte superiore, una serie di ovini che procedono da sinistra a destra e, nella parte inferiore, spighe che si alternano a palme sopra una doppia linea ondulata che ricorda l'acqua. 
Il registro di mezzo mostra l'incedere di numerosi servitori, nudi, con ceste di frutti che si stanno dirigendo verso la dea nel registro superiore. In quest'ultimo è riprodotta la parte finale della processione che termina davanti una figura femminile con mantello, veste lunga, chioma fluente e probabilmente due corna che la identificano come una divinità. La dea, forse Inanna, è di fronte a un personaggio maggiore, solo in parte visibile a causa delle frammentarie condizioni del vaso, dalla gonna a rete, nell'atto di incedere verso di lei mentre un intendente, da dietro, gli sorregge il lungo drappo del vestito.
La figura umana maggiore sembra essere la stessa figura presente nei sigilli dello stesso periodo e che viene spesso rappresentata mentre svolge atti di culto legati alla dea Inanna. Dovrebbe essere il sacerdote più autorevole legato al culto della divinità e quindi anche il capo delle prime comunità urbane. In questo vaso, che rappresenta i festeggiamenti che si svolgevano in occasione dell'avvento della primavera ("festa del Nuovo Anno"), si fondono gli aspetti centrali dell'ideologia mesopotamica in cui la sovranità si deve far carico delle celebrazioni religiose.

sabato 7 novembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: architettura

I complessi monumentali dell'area sacra dell Eanna a Uruk sono un punto di riferimento per provare a definire le tipologie e le variabili planimetriche  dell'architettura monumentale, soprattutto sacra, tra la fine del IV e l'inizio del III millennioa.C. I numerosi edifici rinvenuti nell'area sacra alla dea Ianna (area Eanna appunto) e al dio Anu (area Kullaba) sono fondamentali per identificare tradizione architettonica nata nel sud della Mesopotamia e poi  sviluppatasi anche sul medio e alto corso dell'Eufrate. 
  • A. Tempio a mosaico
  • B. Palazzo Quadrato
  • C. Tempio C
  • D. Tempio D
  • E. Cortile a mosaico
  • F. Sala dei Pilastri
Tra il VI e il IV livello dell'area dell'Eanna sono conosciuti molti complessi monumentali con funzione incerta. Il tempio a mosaico di coni di pietra è un edificio del VI livello con probabile funzione rituale. Il tempio misurava 19 x 29 m e comprendeva una cella centrale tra due ali simmetriche e, su un lato, un ambiente ortogonale a forma di L. Il muro del recinto era costruito con lastre di pietra. 
Il mosaico rinvenuto presso il tempio era composto da blocchetti conici di terracotta che venivano inseriti nella parete come chiodi, cioè messi in orizzontale in file sovrapposte con la punta verso il muro e la base colorata a vista.

Altro edificio è il Palazzo Quadrato, organizzato intorno a un cortile di 31 metri di lato circondato da vani minori disposti lungo il perimetro.  Gli ingressi erano numerosi e su tutti e quattro i lati dell'edificio. Le facciate erano caratterizzate da sporgenze e rientranze secondo una tradizione consolidata e riscontrabile anche in altri edifici dell'area. Il tempio C era di certo un edificio religioso; il complesso templare era tripartito, con annesso un secondo nucleo. La sala centrale era caratterizzata da nicchie e lesene. Al tempio C si affiancava il più grande tempio D, che si componeva di una grande sala centrale affiancata da due ali di ambienti e da nuovi vani minori localizzati lungo i lati brevi; il muro perimetrale si articolava con corpi scalari che creavano costruzioni aggettanti; queste, a loro volta, erano decorate con rientranze e lesene. La parte più monumentale del tempio è quella risalente  al livello V, completamente edificata in pietra calcare bianca; lo schema era tripartito, con una navata centrale  e vani minori lungo i lati. Gli ingressi erano numerosi e immettevano nella navata centrale, dalla caratteristica forma a T.
Parete a mosaico

Il complesso dell'Eanna era provvisto anche di un cortile a mosaico. Una parete era interamente coperta da un mosaico policromo di coni di terracotta lunghi tra gli 8 e i 10 centimetri e colorati di rosso, bianco e nero. Un ultimo edificio è la Sala dei Pilastri, ritenuta un osservatorio solare o un calendario per i giochi di ombre proiettati dal sole durante i solstizi e gli equinozi. 

mercoledì 28 ottobre 2015

MESOPOTAMIA, ARCHITETTURA: la ziqqurat di Ur

La ziqqurat è l'edificio più significativo dell'antico Vicino Oriente. Come per le piramidi egizie, anche la ziqqurat ha quattro lati e si eleva verso il regno degli dei. Però, a differenza delle piramidi, l'esterno non è liscio ma a più livelli. Questo serviva a facilitare il lavoro che avveniva nella struttura così come le funzioni  amministrative e i rituali religiosi essenziali nelle città di quel tempo. Le ziqqurat sono state ritrovate sparse nelle zone che oggi sono l'Iraq e l'Iran, e sono la testimonianza del potere e delle abilità della cultura che le ha edificate.

Una delle meglio conservate, è la grande ziqqurat di Ur. Piccoli scavi sono stati fatti nel sito intorno all'inizio del XX secolo, e negli anni Venti, Sir Leonard Woolley, con un progetto congiunto tra l'Università della Pennsylvania e il British Museum, ha rivelato il monumento nella sua interezza. Quello che Wolley ha trovato è una struttura rettangolare, orientata verso nord, costruita su tre livelli di terrazze, per una altezza complessiva tra i 20 e i 30 metri.
Ziqqurat di Ur (ricostruzione)
Tre scalinate monumentali conducevano a un ingresso sulla prima terrazza. Poi, una singola scalinata saliva alla seconda terrazza che prevedeva un tempio e la terrazza finale, la più alta.
L'effetto verticale e l'armonia dell'insieme è dato, oltre che dalla forma a torre scalata, dai muri inclinati e dalle scalinate che si congiungono obliquamente sotto una torre di guardia, in origine coperta a cupola. Inoltre gli architetti hanno dovuto praticare una correzione ottica incurvando leggermente verso l'esterno le pareti, per evitare che sembrassero piegate verso l'interno. 
 
La parte interna della ziqqurat era costruita in mattoni crudi di fango coperti con mattoni cotti posati con del bitume, un catrame naturale. La parte inferiore dell'edificio, quello che sostiene la prima terrazza, sembra sia stata costruita con 720 000 mattoni cotti. Le risorse necessarie per costruire la ziqquart sono impressionanti.


La ziqqurat di Ur e il tempio sulla sulla sommità sono stati costruiti intorno al 2100 A.C. dal re Ur-Nammu, terzo della dinastia di Ur, in onore del dio della luna Nanna, patrono della città-stato. La struttura avrebbe dovuto essere il punto più alto della città, visibile da molto lontano, punto di riferimento per i viaggiatori e i fedeli. È probabile che fosse il luogo dove gli abitanti portavano le eccedenze alimentari e dove ricevevano la loro razione di cibo. Nell'antichità si visitava la ziqqurat per trovare nutrimento fisico e spirituale. 
È chiaro che la parte più importante fosse il tempio di Nanna. Ma questo, sfortunatamente, non è giunto fino a noi.
Alcuni mattoni smaltati di blu sono stati trovati nel sito e gli archeologi sospettano che facessero parte della decorazione del tempio. La parte inferiore della ziqqurat, che è sopravvissuta, include splendidi dettagli di ingegneria e design. Per esempio, affinché lo strato di mattoni crudi rimanesse, a seconda della stagione, più o meno umido, gli architetti hanno progettato dei fori attraverso lo strato esterno di mattoni cotti per permettere all'acqua di evaporare. Inoltre sono stati costruiti scoli nelle terrazze per far defluire l'acqua piovana invernale.
La ziqqurat di Ur è stata restaurata due volte. Il primo restauro risale all'antichità. L'ultimo re neo-babilonese, Nabodinus, a quanto pare ha sostituito le ultime due terrazze nel VI secolo a.C.. 2400 anni dopo, alla fine degli anni Ottanta, Saddam Huddein ha restaurato la facciata della massiccia fondazione, comprese le tre scale che portano al cancello del primo livello. Da quest'ultimo restauro, la ziqqurat ha subito qualche danno. Durante la guerra recente condotta dagli americani e dalle forze della coalizione,Saddam Huddein ha parcheggiato i suoi caccia da guerra accanto alla ziqqurat, credendo che i bombardieri li avrebbero risparmiati per paura di distruggere il monumento. Le ipotesi di Hussein si sono dimostrate vere solo in parte, in quanto la ziqqurat ha subito danni proprio in seguito ad alcuni bombardamenti.

venerdì 23 ottobre 2015

MESOPOTAMIA, ARCHITETTURA: ziqqurat e tempio

La ziqqurat
Le prime ziqqurat, templi a torre caratteristici della Mesopotamia, comparvero alla fine del III millennio, quando si diffuse  l'uso del mattone cotto al sole. Gran parte delle terre fra il Tigri e l'Eufrate sono infatti prive di alberi da cui trarre il legno , e scarse sono le montagne da cui cavare pietre per costruire. Per questo i popoli della Mesopotamia hanno sfruttato al massimo le potenzialità dell'argilla, abbondante nei pressi dei fiumi. Il mattone, nato da questa esigenza, è ottenuto lavorando un impasto di paglia, argilla e acqua, poi compresso in stampi. in genere a forma di parallelepipedo, ed essiccato al sole o cotto nelle fornaci.

Ziqqurat di Ur
La ziqqurat ha pianta quadrangolare e si eleva tramite terrazze sovrapposte, via via più piccole e di altezza variabile. Era di solito riccamente decorata con piastrelle smaltate. Alla sommità, vi era la casa del dio. Questa era accessibile solo al re e ai sacerdoti. Vi si giungeva tramite una serie di scalinate, poste su un lato tra cui una, rettilinea, che si sviluppava frontalmente. Dalle piattaforme si accedeva a sale per le riunioni legate al culto o alla rappresentanza dei dignitari regali.
Tra le ziqqurat più importanti ci sono le ziqqurat di Ur, Eridu, Uruk, Babilonia. Il volume è massiccio: simbolo di montagna sacra, quindi espressione del potere divino, collega idealmente la Terra al Cielo. Molto ben conservata è la ziqqurat di Luna Nanna a Ur. Fu edificata da Ur-Nammu, il primo re della terza dinastia Ur e da suo figlio. In origine erano tre i gradoni, alti circa 25 metri e poggiati su una base rettangolare. L'esempio più celebrato dagli storici è la ziqqurat di Etemenanki. Era collegata al tempio di Marduk a Babilonia. Si lega al mito della
Ziqqurat di Etemenanki (modello)

torre di Babele. Oggi ne rimangono poche rovine, ma ne conosciamo la descrizione grazie allo storico Erodoto. Aveva una base quadrata di 90 metri di lato. Possedeva 7 gradoni di altezza decrescente. 
Erodoto parla di scalinate attorno al monumento, spesso erronemanete interpretate come elicoidali. 
Il recinto esterno, quadrato, misurava 400 metri di lato ed era delimitato su due lati dalla via delle Processioni, che dopo aver attraversato il fiume, piegava verso la porta di Ishtar.

Il tempio 
 Diversamente da altre aree, in Mesopotamia il tempio mostra un'evoluzione lenta e graduale. 
  • la struttura è posta su una piattaforma artificiale rialzata. L'accesso avviene tramite rampa.
  • la pianta è spesso tripartita: un vano centrale triangolare è affiancato da due vani minori, sui lati.
  • l'ambiente centrale è una cella. Vi si accede lateralmente.
  • Le pareti presentano nicchie e pilastri aggettanti
  • l'altare è posto sopra un lato breve.
All'inizio i templi avevano anche funzione di magazzino per le scorte alimentari di tutta la città.
Un esempio è il Tempio Bianco di Uruk. Lungo 22,30 metri e largo 17, 50, era collocato su una grande terrazza ed era rivestito di calce bianca, da cui il nome.