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lunedì 2 maggio 2016

I BABILONESI - PERIODO CASSITA: l'architettura

L'attività edilizia dei sovrani cassiti nella Mesopotamia centro-meridionale segue la tradizione della I dinastia di Babilonia anche se con alcune varianti.
I sovrani cassiti si impegnano a restaurare i principali santuari della regione, in particolare i grandi centri templari di Ur, Uruk, Isin, Nippur, Sippar e Babilonia. Tra i complessi sacri più originali vi è il tempio della dea Inanna costruito a Uruk. Il tempio mostra contrafforti angolari, una cella longitudinale con due ingressi laterali, secondo una tradizione ignota in Babilonia ma nota in Assiria. Un complesso monumentale di grande importanza era quello dell'area sacra di Dur Kurigalzu, probabilmente dedicata al dio Enlil.
Dur-Kurigalzu
La ziqqurat era isolata dal complesso sacro ed era caratterizzata da un tempio maggiore che si ergeva sull'ultimo piano della terrazza. A questa si aggiungevano  due templi della dea Ninlil e del dio Ninurta che mostravano forti rotture con la tradizione sacra del periodo paleobabilonese. 
L'architettura laica cassita è conosciuta da un solo edificio rinvenuto presso Dur Kurigalzu. Gli ampliamenti e gli interventi operati dai sovrani determinano uno sviluppo architettonico caratterizzato da corpi autonimi di fabbrica. L'intero edificio si organizzava intorno a nove settori principali in cui sono riconoscibili gli ambienti residenziali, di rappresentanza, amministrativi e una lunga e stretta sala cerimoniale. Il palazzo doveva avere almeno un altro piano dove, con ogni probabilità, erano collocate le zone residenziali della famiglia reale.

mercoledì 9 dicembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTODINASTICO

Questo periodo mostra una certa omogeneità,  nonostante l'intera Mesopotamia sia caratterizzata da un accentuato policentrismo, con le città-stato in competizione tra loro o, a volte, dipendenti tra loro.
Ur - ricostruzione
Questo è il periodo in cui si verifica un forte incremento demografico in tutti i maggiori centri: Uruk, Ur, Lagash, Umma a sud, Adab e Nippur nel centro e Assur e Mari nel nord della Mesopotamia. 
Le nuove forme statali si organizzano intorno al palazzo che diventa un centro direzionale delle nuove citta-stato, delegando al tempio, precedentemente unica organizzazione statale, il primato ideologico, compresa la legittimazione divina del potere regale.
I complessi religiosi  mantengono una certa importanza amministrativa ed economica sebbene siano subordinati al potere del palazzo. La nascita di un centro forte, con l'autorità del palazzo affiancata a quella del tempio, determina un maggiore e più diretto controllo sulla periferia. Nella campagna,  che deve ora contribuire con il pagamento di tasse e fornitura di lavoro, si estende l'amministrazione centrale attraverso un procedimento di decentramento e sfruttamento dei campi. 
La produzione artistica è frutto della propaganda per legittimare i re delle città-stato, amministratori del territorio cittadino per conto del dio, di cui il sovrano è solo un custode.
La regalità viene spiegata dal concetto che essa "discende dal cielo", cioè è donata dagli dei al sovrano che si impegna a essere uno strumento del volere divino facendo da mediatore tra la sfera umana e quella divina. I re si presentano come amministratori di un territorio e di un popolo che appartengono alla divinità protettrice della città. I loro compiti sono quelli di curare gli aspetti amministrativi e di difesa, sebbene la qualità e la quantità dei raccolti, la produttività del regno e l'esito delle battaglie, rimangano volontà del dio. Il re deve anche essere garante del culto, cercando un buon rapporto con la divinità. Risalgono alla fine di questo periodo le prime informazioni di conflitti tra le diverse città-stato: Lagash contro Umma, Uruk che sottomette Ur, Larsa, Umma e Nippur fino a regnare su tutta la Mesopotamia orientale.

lunedì 16 novembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: la scultura

Lo stile delle opere è naturalistico,  spesso senza alcuna caratterizzazione. Le statue rappresentano figure umane in pose ieratiche. Questo è stato ottenuto tramite l'inespressività dello sguardo che cerca di evocare spiritualità e trascendenza.
La scultura, e in generale tutta la statuaria, assume significati legati al pensiero dell'uomo mesopotamico, al modo di esprimere la sua spiritualità.  La statua diventa il simbolo del rapporto tra il fedele e il dio, un rapporto tradotto nelle posture dei soggetti artistici: atteggiamento di devozione e rispetto. 
La funzione sociale della statuaria mesopotamica rimarrà intatta per molti secoli ma la semplicità della lavorazione della pietra,  la postura e l'umile reverenza del fedele sono aspetti che si conoscono meglio a partire dal III millennio a.C. Vediamone due esempi.
Busto di fedele da Uruk
Il busto di fedele ritrovato a Uruk dovrebbe rappresentare la massima autorità cittadina,  riconoscibile per i lunghi capelli raccolti sulla nuca tramite un diadema, per la lunga barba arrotondata e scolpita tramite profondi solchi orizzontali e, infine, per il corto gonnellino e la cintura. La figura ha le mani chiuse a pugno, vicine e giunte sul ventre; è ferma, rigida, con una muscolatura possente che ne evidenzia la staticità e il senso di eternità che ne deriva. Il naturalismo, in questo caso, supera l'astrattismo tipico del periodo. 
Testa di Warka
Questa forte e nuova tendenza al naturalismo sembra superare le prime statue del periodo di Ubayd per cercare una maggiore chiarezza descrittiva.
Lo si vede chiaramente nella bellissima testa femminile di Warka, una delle più significative testimonianze dell'arte sumerica. Vicino la parte terminale dei capelli, la testa presenta dei fori che probabilmente servivano a ospitare i supporti di una lamina, in oro e incisa, che permetteva di rappresentare nel dettaglio l'elaborata acconciatura femminile.