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venerdì 29 novembre 2019

La necropoli di Saqqara, il complesso di Djoser e la piramide a gradoni

Saqqara
Saqqara si trova circa 30 km a sud de Il Cairo e comprende un sito funerario che ospita un gran numero di tombe e mastabe, in cui spicca la piramide  a gradoni di Djoser. Questa viene edificata nel 2770 a.C. da Imohtep, architetto divinizzato dai greci come Esculapio, al quale di deve l'idea di sovrapporre più mastabe conferendo all'opera la forma caratteristica.

Cartina necropoli di Saqqara
Quest'area comprende il sito archeologico più vasto di tutto il paese e storicamente uno dei più rilevanti, dato che in esso sono presenti tutte le principali dinastie faraoniche. Se Menfi è stata la capitale del Regno Antico, Saqqara è stata la necropoli reale fino alla III dinastia e ha continuato ad esserlo per circa 3 000 anni dopo Giza e Tebe.

Il sito copre un'area di circa 10 Km quadrati nel deserto occidentale al di sopra dell'area coltivata nella valle del Nilo. Il nome deriva da Sokar, dio della morte. I faraoni dell'Antico Regno sono stato seppelliti all'interno delle 11 piramidi maggiori, mentre i loro sudditi nelle centinaia di tombe più piccole.





Il complesso di Djoser
Papiro nei capitelli
La piramide a gradoni è al centro di un complesso circondato da muri di calcare alti fino a 10 metri nei quali sono incassate le 13 porte finte e il vero ingresso sul lato sud-est. Il sito comprendeva numerose mastabe, fabbricati e cortili. Vi si accedeva mediante una via fiancheggiata da due colonnati. Interessanti sono le colonne decorate in modo da rappresentare steli di piante (papiro e palma), singoli o radunati a fascio, i cui fiori compongono il capitello. 


Serdab
A nord della piramide si trova un piccolo tempio noto con il nome di serdab: una struttura in pietra munita di fori i quali si può sbirciare all'interno la statua del faraone e fare offerte. Sul lato sud-est vi è una corte che avrebbe permesso al re di officiare la festa del giubileo ebraico direttamente dall'aldilà.

Un'importante innovazione è l'uso della pietra invece che del mattone crudo. La piramide di Djoser e, in generale, tutto il complesso sono il primo esempio nella cultura egizia di architettura in pietra, in particolare calcare di Tura. L'introduzione della pietra è fondamentale perché segno l'inizio delle costruzioni monumentali. Un'altra grande innovazione di Djoser è l'unificazione tra il luogo di sepoltura (piramide) e il complesso funerario dove il sovrano avrebbe continuato a svolgere i riti della regalità in eterno dopo la morte. 

La maggior parte dell'area, ad eccezione della piramide a gradoni, è rimasta sotterrata nella sabbia a partire dall'epoca dei romani, quando è entrata in disuso, fino alla metà del XIX secolo, quando l'egittologo Mariette ha scoperto il Serapeum. Dal 1979 fa parte del patrimonio dell'UNESCO. 
La scoperta più recente è del luglio 2018 quando è stato riesumato un laboratorio di mummificazione con cinque mummie nei loro sarcofagi.

La piramide di Djoser
 È la più antica piramide. L'artefice è Imohtep, forse il primo architetto della storia, gran sacerdote di Ra (il Sole) e consigliere dello stesso Djoser. A Imohtep, del resto, si attribuisce l'edificazione dell'intera necropoli di Saqqara che costituiva il vasto cimitero monumentale della vicina Menfi, capitale dell'Egitto.
È formata da sei enormi piattaforme (o gradoni) ed è realizzata con blocchi di pietra calcarea squadrati e allineati in filari sovrapposti leggermente scarpati. Pensata inizialmente come una grande mastaba, è stata poi ingrandita in fasi successive fino a raggiungere un'altezza di 60 metri. Come tutte le piramidi a gradoni, è una struttura piena, cioè priva di qualsiasi spazio interno. 

Il sepolcreto e le camere per la vita ultraterrena del defunto si trovano sotto terra. Sono state scavate sotto la base della piramide come un labirinto di gallerie e finte stanze per scoraggiare i saccheggiatori.
Mattonelle in ceramica invetriata
Fra questi locali ce n'è uno finemente decorato con mattonelle in ceramica invetriata azzurra e vari bassorilievi rappresentati il faraone intento a celebrare riti religiosi. 

Vi si accedeva mediante un profondissimo pozzo verticale, scavato nel granito e ostruito per sempre, almeno secondo le intenzioni di Imohtep, dalla mole della piramide stessa. 


Recenti lavori di conservazione nella camera della sepoltura hanno rinvenuto frammenti del sarcofago in granito sui quali sono ancora leggibili i nomi delle regine. Sembra che inizialmente la volta fosse decorata con un motivo stellato. Per ragioni ancora sconosciute, questa decorazione è stata demolita a favore di una camera più semplice in granito. 

Vasellame
In una delle gallerie sono stati scoperti decine di tonnellate di piatti, tazze e vasi creati in alabastro e pietre dure come onice, scisto, porfido, quarzo. Su di essi sono iscritti i nomi di antichi re e sovrani come Narmer e Semerkhet. Non c'è accordo sui motivi per i quali questo vasellame si trovi nella tomba di Djoser. Si pensa siano stati immagazzinati dallo stesso faraone per dare "adeguata sepoltura" ai suoi predecessori. Altri ritengono siano stati gettati nei pozzi di costruzione e nelle gallerie per impedire ai ladri di arrivare alla camera sepolcrale. Tutte le precauzioni non hanno impedito ai ladri di saccheggiare l'edificio. Persino la mummia di Djoser è stata trafugata e tutto ciò che ci resta di lui è parte del piede sinistro.

Come per molti altri edifici e monumenti dell'Egitto, nessuna esplorazione sistematica è stata intrapresa fino alla campagna di Napoleone tra il 1798 e il 1801. Grazie ad essa sono stati rinvenuti moltissimi reperti tra cui la Stele di Rosetta che ha permesso a Champollion di decifrare i geroglifici. Purtroppo la piramide e il suo grande complesso oggi rischiano il collasso a causa di un terremoto che ha colpito la ragione nel 1992 e sforzi inadeguati e incompetenti intrapresi per preservarla e ripristinarla. La piramide versa in uno stato di estrema fragilità. Senza lavori di conservazione, si stima che i tunnel potrebbero crollare nell'arco di un paio di decenni.

Fun fact/Curiosità
  •  La piramide di Djoser è una delle strutture più enigmatiche costruite fuori dall'altopiano di Giza. 
  • È l'unica piramide all'interno della quale sono state sepolte 11 figlie del faraone.
  • È stata edificata con più di 300 000 metri cubi di argilla e pietra.
Spioncini
  • Presenta alcuni fori da perforazione molto simili a quelli rinvenuti a Puma Punku a altri siti in America Latina. Questi misteriosi fori erano "spioncini" tramite i quali fare offerte alla stata di Djoser che si trovava all'interno.
  • I tunnel sotto la piramide si estendono per almeno 5 Km.
  • Il labirinto di gallerie sotto la piramide si collega a un pozzo centrale di 28 metri di profondità.
  • Una delle scoperte più enigmatiche si trova all'altra estremità del complesso dove è stata scoperta la "tomba sud" con una cappella. Contiene numerosi tunnel che imitano alla perfezione quelli sotto la piramide a gradoni. Ciò che è stato sepolto lì rimane un mistero per i ricercatori.
Ricostruzione astronomica del nord
  • La scala verso il Paradiso: nella foto a lato si vede una simulazione astronomica del Nord. La stella polare è al centro di tutti gli anelli. Ogni fascia o strato della piramide rappresentava 5 gradi della cupola celeste. Le orbite circolare della stelle si intersecavano con i perimetri quadrangolari della piramide. Questo fornisce una spiegazione della "quadratura del cerchio": il cerchio appartiene al cielo mentre il quadrato è terrestre.


 

mercoledì 22 febbraio 2017

ANTICO EGITTO: la Statua di Khasekhemwy in scisto


La Statua di Khasekhemwy, realizzata in scisto verde, è un'antica scultura egizia che raffigura il faraone Khasekhemwy, che regnò tra il 2740 e il 2705 a.C. Alcuni ritengono appartenga alla II dinastia, ma le incertezze rimangono molte.

La statua è uno degli esempi più antichi di statuaria egizia regale ma dimostra già  una grande maestria nella lavorazione della pietra dura. Appartiene a una coppia di statue posta dal faraone stesso nel tempio di Ieracompoli, dove è stata rinvenuta nel 1898 da James Quibell. 
Khasekhemwy è seduto sul trono di semplice fattura, indossa la corona bianca dell'Alto Egitto e il mantello bianco della festa giubilare sed, con la quale il Paese celebrava un ringiovanimento del sovrano a partire dal suo 30° anno di regno. Era un'usanza molto antica, probibilmente risalente al periodo protodinastico, secondo la quale si metteva a morte il re, considerato troppo anziano e non più in grado di difendere il proprio popolo. La cerimonia serviva al regnante per dimostrare il suo vigore fisico. Il rito consisteva nel portare il sovrano in una sorta di catalessi procurata tramite l'utilizzo dei fiori di loto. Il re veniva poi deposto dai sacerdoti in un sarcofago, dove rimaneva alcuni giorni. Al suo risveglio risultava in perfetta forma fisica e mentale. 

Nella scultura, il faraone Khasekhemwy ha la mano destra chiusa e poggiata sulla coscia mentra la mano sinistra è poggiata nell'incavo del gomito destro; in origine, entrambe le mani impugnavano scettri andati perduti. La parte destra del capo e della corona mancano completamente. La parte restante lascia intravedere la maestria dello scultore nella resa degli occhi e della bocca.
Intorno alla base, sono inscritti numeri e simbolia indicare quanti nemici ha sottomesso il re. Il loro numero è di 47209, cifra di molto in eccesso.

lunedì 13 febbraio 2017

ANTICO EGITTO: Abido e le sue tombe

Abido è una delle più antiche città dell'Alto Egitto. Si trova a ovest del Nilo. Il nome significa collina del tempio poiché si riteneva che in quell'area, nel tempio simbolo della collina primigenia emergente dal Nun, vi fosse conservata la testa di Osiride come descritto in una versione del mito del dio. Abido, insieme a Eliopoli, è stata una delle due città sante dell'antico Egitto.
Le origini della città si perdono nella preistoria; di certo esiste già in epoca predinastica essendo la capitale dell'Alto Egitto, come testimoniato dai ritrovamenti di tombe e dai primi riscontri sulla presenza di un tempio, attribuibili a sovrani detti Seguaci di Horo, del periodo predinastico di Naqada e del protodinastico.

Il tempio e la città vennero ricostruiti più volte nell'arco delle 30 dinastie e la necropoli era utilizzata con continuità. Durante la XII dinastia, una grande tomba venne scavata nella roccia da Sesostri III. Seti I, della XIX dinastia, costruì un nuovo tempio a sud della città in onore dei sovrani delle dinastie più antiche. Il tempio poi venne completato da Ramesse II.

Considerata uno dei siti archeologici più importanti in Egitto, la città sacra ospitava molti templi antichi, incluso Umm el-Qa'ab, una necropoli reale dove furono sepolti i primi faraoni. Abido è sempre stato un centro cultuale, all'inizio per la divinità Khentiamentiu e in seguito per Osiride e Iside.

IL GRANDE TEMPIO DI OSIRIDE
Horo e il faraone
Nel corso dei secoli, sono stati costruiti e ricostruiti nove o dieci templi. Il primo era delimitato da un recinto di 9x15 metri, circondato da una sottile parete di mattoni crudi. Nel secondo tempio un temenos (involucro), cioè un muro esterno, circonda il sito. Questa parete viene poi ispessita nelle due successive ricostruzioni. Viene poi eretto anche un edificio più piccolo al cui interno sono stati ritrovati resti di ceneri nere. Tra queste ceneri sono stati ritrovati vasi votivi, sostituti dei sacrifici umani voluti da Cheope nella sua riforma dei templi. Una scoperta recente ha portato alla luce una nuova camera in cui sono stati rinvenuti avori intagliati, figurine e piastrelle che mostrano le splendide opere della prima dinastia. La statuetta in avorio di Cheope ci consegna l'unico ritratto del grande faraone. Il faraone Pepi I procede con un grande ampliamento  e con l'aggiunta di un grande portale in pietra per il temenos e di un colonnato. Alla fine, l'ultimo tempio sarà grande almeno tre volte rispetto alla prima versione.

IL TEMPIO DI SETI I
Questo tempio è stato costruito a sud rispetto ai templi principali. Questo edificio è meglio noto come
Facciata del tempio
il Grande Tempio di Abido. Lo scopo principale era il culto di Seti I e conservare la memoria dei primi faraoni, inclusa nei Riti degli Antenati. Una lunga lista di faraoni antichi, tra cui Narmer e Menes, è scolpita su una parete ed è nota con il nome Lista dei re di Abido o Tavola di Abido. La sua importanza è grandissima e per questo è stato anche rinominata la "Stele di Rosetta" dell'archeologia egizia analogamente alla "Stele di Rosetta" della scrittura egizia. 
Ci sono anche sette cappelle: una per il culto del faraone, tre per i capi degli dei Ptah, Re-Horakhty e Amon-Re e le ultime tre per la triade Osiride, Iside e Horo. I riti religiosi che avvenivano in queste cappelle sono la prima forma del Rituale Quotidiano, eseguita in tutti i templi durante il periodo faraonico. Sul retro del tempio è stata rinvenuta una struttura abbastanza enigmatica nota con il nome di Osireion  che serviva come cenotafio per Seti-Osiride. I soggetti delle decorazioni non sono storici ma mitologici.
Geroglifici "fuori dal tempo"
All'interno del tempio sono visibili due incisioni in bassorilievo che appaiono a forma di elicottero e di carro armato. Questa immagine, a lungo scambiata per un oggetto fuori dal tempo, è stata poi identificata con certezza come una sovrapposizione casuale di due strati di incisioni di epoche diverse.



IL TEMPIO DI RAMESSE II
E' un tempio molto più piccolo e semplice come struttura con la differenza di possedere decorazioni di cui rimangono le parti inferiori, legate a fatti storici, come il Poema di Pentaur. L'esterno è decorato con scene della battaglia di Kadesh.








mercoledì 14 ottobre 2015

Stonehenge: il cromlech del mistero

Stonehenge
Il più importante e celebrato dei cromlech è quello di Stonehenge, nella contea del Wiltshire in Inghilterra. Fu realizzato in tre fasi tra il 31 000 a.C. e il 1500 a.C.. Presenta una struttura circolare formata da 30 monoliti allineati e sormontati da architravi, in modo da creare una sequenza di triliti. Questi monoliti sono alti 4 metri e delimitano una circonferenza del diametro di circa 30 metri. 
Tutto il cromlech è circondato da un fossato di circa 98 metri di diametro e 6 di larghezza. All'interno invece c'è una struttura a ferro di cavallo che corrisponde forse a un cerchio incompiuto. Su alcune pietre sono rimaste le tracce di figure incise. Secondo un'opinione abbastanza comune, in età preistorica il cromlech sarebbestato un  osservatorio astronomico. I monoliti sarebbero stati disposti a formare un doppio colonnato con allineamenti che corrispondono alle posizioni del Sole nei solstizi d'estate e d'inverno. 
Attenzione particolare va posta sulle 56 buche che si trovano nell'anello esterno: sarebbero servite a contare gli anni (appunto 56) che separano, ciclicamente, un'eclissi solare dalla successiva.
Il cromlech sarebbe stato quindi usato per millenni come una sorta di calendario. Non si è ancora fatta luce sulle tecniche di edificazione e sull'imponenza dei mezzi usati in un periodo dove ancora non esisteva il trasporto su strada. Alcuni monoliti, in pietra azzurra di dolerite screziata, provengono da cave gallesi distanti 230 km.
Tutto il complesso,come detto in precedenza, è stato edificato in tre fasi:
Piantina
  • I fase (3100 a.C.): sarebbero stati realizzati lo scavo del fossato esterno, il cerchio più piccolo con 56 buche, dette "buche di Aubrey" e l'erezione di due pietre di ingresso, Hellstone.
  • II fase (2100 a.C.): sarebbero state portate in sito  le 80 pietre azzurre che formano il cromlech. Popolazioni appartenenti alla cultura del vaso campaniforme costruirono una via di accesso in terra battuta, delimitata da due argini e fossati paralleli, che correva dall'entrata fino al fiume Avon.
  • III fase (2000 a.C.): vengono disposte le pietre interne. Di queste ne sono rimaste solo 7.
Nel periodo seguente alle III fase, sono state collocate circa 20 pietre azzurre disposte ad ovale e, intorno al 1500, la formazione di altri 2 cerchi concentrici.

Il sito di Stonehenge ha, da sempre, affascinato studiosi, scrittori e pittori di tutto il mondo. Una delle teorie più amate è stata quella proposta da John Aubrey, studioso dal quale hanno preso il nome le 56 buche, secondo il quale questo complesso era un antico tempio dei druidi. I druidi erano sacerdoti che compivano riti sacrificali con animale e forse con esseri umani. Questa ipotesi ha affascinato per molti secoli poeti e pittori come Turner.
"Stonehenge" di Turner
Il poeta Byron scrive queste parole:

"I boschi dei druidi non esistono più: tanto meglio! Stonehenge c'è ancora ma cosa diavolo è?

La sua domanda è ancora senza una risposta certa. Una delle ultime teorie è quella del critico d'arte Julian Spalding, secondo il quale la soluzione del mistero non sarebbe a terra ma nel cielo. Secondo lo studioso, il sito era in centro di culto, meta di pellegrinaggi. La struttura in pietra sorreggeva una piattaforma in legno per ospitare i druidi e le persone in preghiera durante le rotazioni del cielo. Per comprendere meglio questa idea, ci si deve riferire al concetto di sacralità che, in tutti i popoli, inplica qualcosa al di sopra del terreno. Gli scienziati, però, non ne sono convinti perchè non ci sono prove a supporto di questa tesi.