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venerdì 4 novembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO MEDIOASSIRO: l'architettura

Viene presto avviato un intenso programma di restauro e ricostruzione che culminerà con il sorgere di una nuova capitale sulla sponda opposta del Tigri, di fronte alla città di Assur. 
Molto noto è il tempio del dio Assur:
  • corte centrale quadrata
  • cella latitudinale con podio e nicchia
  • ziqqurat appoggiata al complesso templare (lato di 30 metri)
Sono tutti aspetti già conosciuti grazie al tempio paleoassiro di Qattara fatto erigere da Shamshi-Adad I e ci dimostrano la presenza di un modello architettonico usato dalle fabbriche sacre di Larsa e Ur.  Il richiamo alla tradizione architettonica, nata in Mesopotamia centro-meridionale e poi diffusa in tutta Babilonia da circa cinque secoli, rappresenta l'ultimo chiaro riferimento a modelli meridionali mai più usati e conosciuti in seguito. 
Pianta di Assur

Sotto il governo di Tukulti-Ninurta I si avvia un grande intervento di restauro e ricostruzione del tempio doppio di Sin e Shamash. L'edificio rispetta canoni ben definiti nel patrimonio architettonico conosciuto in Alta Mesopotamia, presentando i primi elementi del successivo periodo neoassiro. In particolare, la cella longitudinale e la presenza di un'antecella larga sono le principali caratteristiche dell'edilizia sacra assira che, solo in questo complesso, presentava anche un articolato complesso di corpi aggettanti verso l'ingresso principale. Dell'architettura palaziale medioassira è conosciuto poco. Si può ipotizzare però la presenza di una grande corte esterna (babanu) e di una interna (bitanu) con una sala del trono intermedia a ingresso trasverale.

venerdì 7 ottobre 2016

I BABILONESI - PERIODO NEOBABILONESE: il rilievo

Sono sporadiche le opere a rilievo del periodo tardobabilonese giunte fino a noi, il che rende deficitaria ogni conoscenza sulla produzione artistica delle botteghe lapidee di Babilonia della prima metà del I millennio a.C. 
stele-kudurru
Stele di Mardukaplaiddina
Nella stele-kudurru  di Mardukzakirshumi I si scorgono alcuni tratti essenziali della più tarda tradizione scultorea neobabilonese tra la fine del VII e tutto il VI secolo a.C. Nella stele del dinasta si esprimono nuove forme volumetriche dai contorni ondulati e dalle linee curve, un plasticismo accentuato e un'eleganza molto ricercata. 
Questi aspetti formali e di stile sono chiaramente espressi da un'altra stele, quella di Mardukaplaiddina II, dove le forme sono sinuose e c'è un'accentuata tecnica descrittiva, soprattutto nel volto. Nella stele a destra, il sovrano, dalle dimensioni maggiori, porta una lunga veste chiusa da una cintura senza fibula, verosimilmente in stoffa, e un copricapo a punta con diadema che ricade sulle spalle, a identificare la sovranità neobabilonese. Le divinità sono da riconoscere in Nabu, drago che sostiene un podio sopra lo stilo; Ea, rappresentato con il pesce-capra con un podio su cui compare il bastone ad ariete simbolo del dio creatore delle acque sotterranee; Marduk, raffigurato con il drago anguiforme con il podio su cui si staglia la vanga del dio di Babilonia.
Stele di Nabonedo
L'arte del rilievo tardobabilonese è conosciuta soprattutto su stele che riproducono il sovrano con tiara a punta, lungo drappo sulla schiena, asta regale e un piccolo oggetto ricurvo. Di solito si trova di fronte a un funzionario a cui rinnova la fiducia e il vassallaggio. L'aspetto religioso si manifesta nella presenza di simboli divini, mentre le iscrizioni occupano la maggior parte della pietra.
Fa eccezione la stele di Nabonedo, ultimo sovrano di Babilonia. La stele, caratterizzata dalla sola figura del sovrano con i simboli divini, richiama la struttura iconografica delle stele neoassire. Nabonedo, figlio di una sacerdotessa del dio Sin di Kharran, fu fortemente criticato dal clero di Marduk per le sue supposte simpatie verso il mondo assiro. Nabonedo è rappresentato con il tipico copricapo a punta della sovranità neobabilonese mentre sorregge l'asta regale. In alto a destra troviamo le tre divinità: partendo da sinistra, Sin è rappresentato con la luna, Shamash è raffigurato con il sole e Ishtar è simboleggiata con il pianete Venere.