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venerdì 7 ottobre 2016

I BABILONESI - PERIODO NEOBABILONESE: il rilievo

Sono sporadiche le opere a rilievo del periodo tardobabilonese giunte fino a noi, il che rende deficitaria ogni conoscenza sulla produzione artistica delle botteghe lapidee di Babilonia della prima metà del I millennio a.C. 
stele-kudurru
Stele di Mardukaplaiddina
Nella stele-kudurru  di Mardukzakirshumi I si scorgono alcuni tratti essenziali della più tarda tradizione scultorea neobabilonese tra la fine del VII e tutto il VI secolo a.C. Nella stele del dinasta si esprimono nuove forme volumetriche dai contorni ondulati e dalle linee curve, un plasticismo accentuato e un'eleganza molto ricercata. 
Questi aspetti formali e di stile sono chiaramente espressi da un'altra stele, quella di Mardukaplaiddina II, dove le forme sono sinuose e c'è un'accentuata tecnica descrittiva, soprattutto nel volto. Nella stele a destra, il sovrano, dalle dimensioni maggiori, porta una lunga veste chiusa da una cintura senza fibula, verosimilmente in stoffa, e un copricapo a punta con diadema che ricade sulle spalle, a identificare la sovranità neobabilonese. Le divinità sono da riconoscere in Nabu, drago che sostiene un podio sopra lo stilo; Ea, rappresentato con il pesce-capra con un podio su cui compare il bastone ad ariete simbolo del dio creatore delle acque sotterranee; Marduk, raffigurato con il drago anguiforme con il podio su cui si staglia la vanga del dio di Babilonia.
Stele di Nabonedo
L'arte del rilievo tardobabilonese è conosciuta soprattutto su stele che riproducono il sovrano con tiara a punta, lungo drappo sulla schiena, asta regale e un piccolo oggetto ricurvo. Di solito si trova di fronte a un funzionario a cui rinnova la fiducia e il vassallaggio. L'aspetto religioso si manifesta nella presenza di simboli divini, mentre le iscrizioni occupano la maggior parte della pietra.
Fa eccezione la stele di Nabonedo, ultimo sovrano di Babilonia. La stele, caratterizzata dalla sola figura del sovrano con i simboli divini, richiama la struttura iconografica delle stele neoassire. Nabonedo, figlio di una sacerdotessa del dio Sin di Kharran, fu fortemente criticato dal clero di Marduk per le sue supposte simpatie verso il mondo assiro. Nabonedo è rappresentato con il tipico copricapo a punta della sovranità neobabilonese mentre sorregge l'asta regale. In alto a destra troviamo le tre divinità: partendo da sinistra, Sin è rappresentato con la luna, Shamash è raffigurato con il sole e Ishtar è simboleggiata con il pianete Venere.

domenica 17 aprile 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: la glittica

La glittica dell'inizio del II millennio della Babilonia centrale e meridionale rielabora il tema della lotta tra eroi e uomini-toro, riprendendo il modello neosumerico. 
Il campo scenico viene arricchito con elementi mitologici e fantastici. La vecchia fiera capovolta soggiogata dall'eroe viene sostituita  da un confronto tra un capride, anch'esso capovolto, e l'eroe nudo, con barba lunga e cintura di corda che gli cinge tre volte la vita. 
Continua la classica scena di introduzione sviluppata dalle botteghe neosumeriche, anche se con alcune varianti di stile e di composizione delle figure. Queste non sono più in piedi ma sedute, con nuovi simboli che permettono di riconoscere immediatamente le divinità.
Le differenze più evidenti sono:
  • nella posizione della dea intercedente, ora dietro il fedele e non più davanti
  • nell'atteggiamento delle sue mani, entrambe alzate al posto di una
  • nel gesto del fedele, che spesso porta un'offerta
  • nella posizione della divinità maggiore, in piedi, con una gamba sopra una protome (busto) leonina, uno sgabello o una montagna stilizzata
 Dal punto di vista delle innovazioni iconografiche e simboliche abbiamo:
  • il disco radiale è racchiuso all'interno della falce lunare
  • la lunga veste del fedele è molto più accurata
  • il dio riceve con una gamba appoggiata a uno sgabello
Le divinità più attestate sono Ishtar e Shamash che vengono rappresentate nel loro aspetto guerriero (Ishtar) e di garante dell'equità sociale (Shamash). Il dio sole è spesso raffigurato con la tiare a più corna, con lunga veste striata aperta sul davanti, mentre riceve un fedele; la sua gamba poggia su di un alto sgabello e su di un monte stilizzato. Le due faretre incrociate sulle spalle, l'emblema della protome leonina tenuta nella mano destra sono gli attributi della dea guerriera; il vestito è lungo e striato, l'altra mano impugna spesso un'arma ricurva che sarà usata molto, in seguito, nella statuaria regale neoassira.
Sigillo di Sin-Ishmeanni
Nel sigillo di Sin-Ishmenanni, sono evidenti i temi trattati già nel periodo neosumerico: la figura del re divinizzato che accoglie ufficiali/fedeli introdotti da una divinità minore, secondo uno schema ripetitivo. L'intero campo scenico è arricchito da crescenti lunari, ovvero falci di luna che racchiudono dischi radiali, oppure astrri come globi e stelle. 
Il tema di rappresentazione prevede la presenza di un personaggio reale ovvero divino, seduto sul trono senza schienale. Porta abito a balze di lana e tiare a corna. Riceve, con un braccio proteso, l'orante.
Questi, spesso privo di capelli o di copricapo, incede verso il supposto sovrano a mani conserte  o alzate. Il vestito è lungo e da cerimonia, con drappi lungo i bordi della stoffa. La piccola figura tra il re e il fedele potrebbe rappresentare il figlio al quale è donato il sigillo come avvienenel più noto sigillo di Kirikiri, governatore di Eshnunna. Lo stile complessivo presenta le figure in una ordinata contrapposizione, che si mostra in una equa divisione dello spazio, nell'esasperato verticalismo dei personaggi e nei vistosi vuoti della metopa.

sabato 5 marzo 2016

I SUMERI - PERIODO NEOSUMERICO: la glittica

I temi trattati in questo perioso sono incentrati sulla figura del re divinizzato che accoglie ufficiali, intesi anche come fedeli, introdotti da una divintà minore secondo uno schema ripetitivo. Lo stile complessivo presenta le figure in un'ordinata contrapposizione che si manifesta con la divisione dello spazio, il verticalismo dei personaggi e nei vuoti della metopa. Questa nuova plasticità (capacità di occupare lo spazio) è una forte rottura con la produzione del periodo precedente, quando lo studio delle proporzioni dei personaggi erano ancora agli inizi e meno importante rispetto alla funzione narrativa.
Kaunakes

Il tema di presentazione prevede sulla destra la raffigurazione di un personaggio reale, quindi divino, seduto su un trono senza schienale, vestito con un abito a balze di lana, una tiara con corna sul capo. Egli è nell'atto di ricevere, con un braccio teso in avanti, il fedele. Il funzionario, cioè l'orante fedele, spesso è senza capellio copricapo, incede verso il sovrano a mani conserte sul ventre o all'altezza del viso. Porta un lungo abito cerimoniale ed è introdotto da una divinità minore vestita di kaunakes.
L'intera scena è spesso arricchita da falci lunari che racchiusono dischi radiali o stelle e globi.