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sabato 29 ottobre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO PALEOASSIRO: la glittica

L'arte glittica della Mesopotamia settentrionale è conosciuta dalle impronte di sigilli sulle tavolette commerciali rinvenute in Cappadocia, dai sigilli  a cilindro provenienti da luoghi anche molto distanti dall'Assiria, in particolare da Mari, Tell Rimah e Tell Leylan. 
 
Il tema trattato  sui sigilli rimane quello della presentazione del fedele a una divinità o a un sovrano in trono. Dal punto di vista stilistico si riconsocono le seguenti caratteristiche:
  • allungamento delle figure
  • eliminazione del naturalismo
  • stilizzazione delle figure
  • spigolosità delle icone
  • formule epigrafiche scarne e ripetitive

domenica 17 aprile 2016

I BABILONESI - PERIODO PALEOBABILONESE: la glittica

La glittica dell'inizio del II millennio della Babilonia centrale e meridionale rielabora il tema della lotta tra eroi e uomini-toro, riprendendo il modello neosumerico. 
Il campo scenico viene arricchito con elementi mitologici e fantastici. La vecchia fiera capovolta soggiogata dall'eroe viene sostituita  da un confronto tra un capride, anch'esso capovolto, e l'eroe nudo, con barba lunga e cintura di corda che gli cinge tre volte la vita. 
Continua la classica scena di introduzione sviluppata dalle botteghe neosumeriche, anche se con alcune varianti di stile e di composizione delle figure. Queste non sono più in piedi ma sedute, con nuovi simboli che permettono di riconoscere immediatamente le divinità.
Le differenze più evidenti sono:
  • nella posizione della dea intercedente, ora dietro il fedele e non più davanti
  • nell'atteggiamento delle sue mani, entrambe alzate al posto di una
  • nel gesto del fedele, che spesso porta un'offerta
  • nella posizione della divinità maggiore, in piedi, con una gamba sopra una protome (busto) leonina, uno sgabello o una montagna stilizzata
 Dal punto di vista delle innovazioni iconografiche e simboliche abbiamo:
  • il disco radiale è racchiuso all'interno della falce lunare
  • la lunga veste del fedele è molto più accurata
  • il dio riceve con una gamba appoggiata a uno sgabello
Le divinità più attestate sono Ishtar e Shamash che vengono rappresentate nel loro aspetto guerriero (Ishtar) e di garante dell'equità sociale (Shamash). Il dio sole è spesso raffigurato con la tiare a più corna, con lunga veste striata aperta sul davanti, mentre riceve un fedele; la sua gamba poggia su di un alto sgabello e su di un monte stilizzato. Le due faretre incrociate sulle spalle, l'emblema della protome leonina tenuta nella mano destra sono gli attributi della dea guerriera; il vestito è lungo e striato, l'altra mano impugna spesso un'arma ricurva che sarà usata molto, in seguito, nella statuaria regale neoassira.
Sigillo di Sin-Ishmeanni
Nel sigillo di Sin-Ishmenanni, sono evidenti i temi trattati già nel periodo neosumerico: la figura del re divinizzato che accoglie ufficiali/fedeli introdotti da una divinità minore, secondo uno schema ripetitivo. L'intero campo scenico è arricchito da crescenti lunari, ovvero falci di luna che racchiudono dischi radiali, oppure astrri come globi e stelle. 
Il tema di rappresentazione prevede la presenza di un personaggio reale ovvero divino, seduto sul trono senza schienale. Porta abito a balze di lana e tiare a corna. Riceve, con un braccio proteso, l'orante.
Questi, spesso privo di capelli o di copricapo, incede verso il supposto sovrano a mani conserte  o alzate. Il vestito è lungo e da cerimonia, con drappi lungo i bordi della stoffa. La piccola figura tra il re e il fedele potrebbe rappresentare il figlio al quale è donato il sigillo come avvienenel più noto sigillo di Kirikiri, governatore di Eshnunna. Lo stile complessivo presenta le figure in una ordinata contrapposizione, che si mostra in una equa divisione dello spazio, nell'esasperato verticalismo dei personaggi e nei vistosi vuoti della metopa.

sabato 5 marzo 2016

I SUMERI - PERIODO NEOSUMERICO: la glittica

I temi trattati in questo perioso sono incentrati sulla figura del re divinizzato che accoglie ufficiali, intesi anche come fedeli, introdotti da una divintà minore secondo uno schema ripetitivo. Lo stile complessivo presenta le figure in un'ordinata contrapposizione che si manifesta con la divisione dello spazio, il verticalismo dei personaggi e nei vuoti della metopa. Questa nuova plasticità (capacità di occupare lo spazio) è una forte rottura con la produzione del periodo precedente, quando lo studio delle proporzioni dei personaggi erano ancora agli inizi e meno importante rispetto alla funzione narrativa.
Kaunakes

Il tema di presentazione prevede sulla destra la raffigurazione di un personaggio reale, quindi divino, seduto su un trono senza schienale, vestito con un abito a balze di lana, una tiara con corna sul capo. Egli è nell'atto di ricevere, con un braccio teso in avanti, il fedele. Il funzionario, cioè l'orante fedele, spesso è senza capellio copricapo, incede verso il sovrano a mani conserte sul ventre o all'altezza del viso. Porta un lungo abito cerimoniale ed è introdotto da una divinità minore vestita di kaunakes.
L'intera scena è spesso arricchita da falci lunari che racchiusono dischi radiali o stelle e globi. 

lunedì 16 novembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTOSTORICO: la scultura

Lo stile delle opere è naturalistico,  spesso senza alcuna caratterizzazione. Le statue rappresentano figure umane in pose ieratiche. Questo è stato ottenuto tramite l'inespressività dello sguardo che cerca di evocare spiritualità e trascendenza.
La scultura, e in generale tutta la statuaria, assume significati legati al pensiero dell'uomo mesopotamico, al modo di esprimere la sua spiritualità.  La statua diventa il simbolo del rapporto tra il fedele e il dio, un rapporto tradotto nelle posture dei soggetti artistici: atteggiamento di devozione e rispetto. 
La funzione sociale della statuaria mesopotamica rimarrà intatta per molti secoli ma la semplicità della lavorazione della pietra,  la postura e l'umile reverenza del fedele sono aspetti che si conoscono meglio a partire dal III millennio a.C. Vediamone due esempi.
Busto di fedele da Uruk
Il busto di fedele ritrovato a Uruk dovrebbe rappresentare la massima autorità cittadina,  riconoscibile per i lunghi capelli raccolti sulla nuca tramite un diadema, per la lunga barba arrotondata e scolpita tramite profondi solchi orizzontali e, infine, per il corto gonnellino e la cintura. La figura ha le mani chiuse a pugno, vicine e giunte sul ventre; è ferma, rigida, con una muscolatura possente che ne evidenzia la staticità e il senso di eternità che ne deriva. Il naturalismo, in questo caso, supera l'astrattismo tipico del periodo. 
Testa di Warka
Questa forte e nuova tendenza al naturalismo sembra superare le prime statue del periodo di Ubayd per cercare una maggiore chiarezza descrittiva.
Lo si vede chiaramente nella bellissima testa femminile di Warka, una delle più significative testimonianze dell'arte sumerica. Vicino la parte terminale dei capelli, la testa presenta dei fori che probabilmente servivano a ospitare i supporti di una lamina, in oro e incisa, che permetteva di rappresentare nel dettaglio l'elaborata acconciatura femminile.