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martedì 20 dicembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: alcuni esempi di rilievo

RILIEVO DI ASSURNASIRPAL II
I rilievi del palazzo Nord-Ovest mostrano un grande senso ritmico delle rappresentazioni e degli eventi, un modello massivo delle immagini rappresentato, un esasperato grafismo dei tratti anatomici delle figure, un piatto rilievo che permea ogni immagine, un'esplosiva energia conferita dall'elevato numero di figure, dal mancato utilizzo della simmetria, dal caotico incedere dell'esercito assiro.


L'immagine del re nella sala del trono B di Kakhu è onnipresente: il sovrano si mimetizza alla proprie milizie, compie le stesse azioni dei proprio soldati, e la sua identificazione non è dunque immediata. La narrazione storica porta a una mancata attenzione sugli aspetti naturalistici dove spesso le esigenze compositive del racconto condizionano i rapporti dimensionali tra figure tanto da rendere la rappresentazione spesso incoerente sul piano ottimo. Il progetto decorativo delle sale del complesso palaziale voluto da Assurnasirpal II a Nimrud rappresenta il primo grande ciclo di rilievi di carattere epico-narrativo dell'arte neoassira. La decorazione parietale celebra la figura eroica del re sfruttando ininterrotti registri narrativi. Le iscrizioni reali di Assurnasirpal II ricordano l'assedio della città fortificata di Udu. Anche il principe ereditario partecipa all'assedio della città.

RILIEVO DI SARGON II
In questi nuovi canoni di stile e forma la figura umana viene maggiormente valorizzata secondo una nuova ricerca naturalistica che privilegia la staticità rispetto al dinamismo. 
Il modello si fa più accentuato, i volti delle figure sono rappresentati con guance carnose, sopracciglia al altorilievo, curve sinuose , soprattutto quelle delle spalle. I rilievi scultorei conosciuti a Khorsabad introducono novità, soprattutto nel modo di pensare e presentare il sovrano. La staticità e la ieraticità di alcune rappresentazioni conferiscono un'atmosfera rilassata, di calma e pacato controllo. Il programma figurativo di Khorsabad esprime sicurezza per una sovranità che non sente più il bisogno di mostrare l'ininterrotto succedersi di trionfi militari, ma i vantaggi di un impero universale che reca benefici a tutti coloro che ne fanno parte. Sargon II è rappresentato con il copricapo tronco-conico, l'asta e la mazza della regalità. Rispetto al rilievo delle officine reali di Assurnasirpal II, l'ampiezza delle spalle è ridotta e la visione quasi a tre quarti mitiga lo sviluppo orizzontale  della figura; in altri casi la rappresentazione è esclusivamente resa di profilo, privilegiando lo sviluppo verticale dei personaggi.
Il vestito è molto più lungo rispetto ai periodi precedenti: i bordi del mantello sono schematici e scarni, mentre la parte inferiore della veste è pressoché priva di decorazioni, più discreta, austera e solenne. Le figure sono ora meno "pesanti", leggermente più slanciate, inserite in uno spazio non più caotico e riduttivo dell'immagine del sovrano. Il principe ereditario Sennacherib è fermo davanti la figura di Sargon, privo del copricapo reale, ma con una lunga veste decorata da linee incise verticali.

RILIEVO DI ASSURBANIPAL 
L'intera lastra rappresenta la battaglia sull'Ulai vinta da Assurbanipal. Le figure, al contrario di quanto conosciuto nel classicismo sargonide o nel miniaturismo plastico di Sennacherib, rifiutano schemi fissi, strutture compositive rigide e ripetitive; i soldati interferiscono nella rappresentazione, comunicano, interagiscono fisicamente, mostrano posture sempre diverse.
Con Assubanipal il rilievo torna a essere piatto e la composizione, anche se affollatissima e ricca di dettagli, diventa più leggera e di facile lettura. La divisione in registri è subordinata all'evento narrativo e alle esigenze della rappresentazione. Le iscrizioni ricordano la vittoria di Assurbanipal contro gli elamiti lungo il fiume Ulai, nella battaglia di Til Tuba. 
L'esercito assiro, riconoscibile dai soldati con copricapo a punta, attacca le milizie elamite rappresentate con una larga fascia sul capo che termina con un nodo sulla nuca. Alle scene di assedio e battaglie campali di Nimrud e Khorsabad si sostituisce ora un forte realismo che si anima in rappresentazioni molteplici e diversificate dove ogni singolo confronto, che determina una visione corale, raffigura la spietata carneficina che si svolge nel luogo della battaglia. I nemici sono massacrati e mutilati con asce e picche, i corpi senza vita rantolano nella palude, i cavalli giacciono agonizzanti tra i resti dei carri da guerra.

sabato 3 dicembre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO NEOASSIRO: il rilievo

I rilievi parietali dei grandi complessi palaziali d'Assiria erano decorati con le imprese di guerre dei sovrani; questa tipologia artistica, che condizionò anche babilonesi e persiani, rappresenta una straordinaria testimonianza di quali fossero i mezzi di propaganda e diffusione delle imprese del sovrano. L'arte del rilievo storico narrativo sembra essere stata ereditata dal periodo medioassiro, come permette di ipotizzare l'altare di Tukulti-Ninurta I che, per la prima volta, mostra grande attenzione alle gesta di guerra del sovrano. Si riconosce una certa continuità ideologia e artistica nell'Obelisco bianco di Ninive, forse eretto da Assurnasirpal II nei suoi primi anni di regno, in cui si celebrano, usando la divisione in registri, alcuni episodi di guerra. 
La realizzazione su scala monumentale del progetto figurativo noto come Obelisco bianco e, solo in parte, ricostruito nell'Obelisco di Rassam, avviene lungo le pareti dei palazzi di Assiria:
Il palazzo Nord-Ovest di Assurnasirpal II, il palazzo Centrale di Tiglath-Pileser III a Kalkhu, il palazzo Reale di Sargon II e Khorsabad, il palazzo Nord di Sennacherib e il palazzo Sud-Ovest di Assurbanipal (entrambi a Ninive) accolgono i più monumentali cicli narrativi scultorei della storia dell'arte del Vicino Oriente antico.
Assurnasirpal II caccia un leone (Palazzo Nord-Ovest)
 Le lastre verticali del palazzo Centrale di Kalkhu sono quasi prive di rilievo che appare molto schiacciato; le rappresentazioni sono prive di dinamismo e di vivacità espressiva. 
Il complesso della decorazione scultorea del palazzo di Khorsabad voluto da Sargon II permette, invece, di riconoscere nuovi temi e composizioni che esprimono un modello diverso di regalità.
Le decorazioni parietali rappresentano scene di cortei che si susseguono verso la figura del re che emana sicurezza e tranquillità. Le dispute militari, la progressione dell'esercito assiro, gli assedi e gli scontri rimangono isolati in una cornice figurativa più ampia dove il sovrano vuole essere rappresentato come il calmo regnante del proprio impero. 
Con Sargon II si glorifica lo Stato e l'ideale universale dell'impero. Nel celebrare il sovrano si mescolano, in modo sapiente, l'immagine del re forte e saldo e quella dell'aristocrazia assira. 
La grande innovazione nel ciclo decorativo parietale di Sannacherib  consiste invece nel fatto che in ogni sala è rappresentato un singolo evento, con una descrizione accurata della preparazione bellica. dell'assedio, della battaglia, della presa della città e della deportazione dei prigionieri. Viene recuperato l'ambiente naturale. Il contesto ambientale è reso con più attenzione e dettagli curati inseriti in ampie scenografie.
Con Assurbanipal i rilievi del palazzo Nord di Ninive documentano grande realismo e crudezza degli episodi bellici. Le scene di caccia devono rinnovare la figura del re che domina sulle forze del caos, secondo la tradizione che vuole il sovrano responsabile dell'ordine cosmico e dell'immutabilità degli eventi. Viene introdotto un nuovo modo di concepire lo spazio, non più dettagliato e descritto secondo i canoni naturalistici di Sannacherib ma astratto, privo di ogni riferimento paesaggistico.

venerdì 20 maggio 2016

I BABILONESI: il periodo neobabilonese

Dopo una serie di alterne vicende militari contro gli Assiri, la Mesopotamia meridionale viene assogettata a un sistema di controllo provinciale che limita l'autonomia e la politica dei dinasti di Babilonia. A seguito di un atteggiamento fortemente antiassiro, fomentato dal regno elamita, Babilonia viene brutalmente saccheggiata e distrutta nel 689 a.C. a opera di Sennacherib. Il suo successore Esarhaddon avvia un capillare programma di ricostruzione della città che coinvolge i principali edifici monumnetali, tra i quali l'Etemenanki, l'Esagila, le fortificazioni interne ed esterne della città, fino al restauro dei più celebri santuari del paese. L'autonomia babilonese si raggiunge solo a seguito del crollo dell'impero assiro: nel 614 a.C. i Babilonesi sconfiggono definitivamente gli assiri ereditando gran parte del loro territorio, successivamente consolidato con una serie di spedizioni militari in Occidente (battaglia del 601 a Pelusio, nel Delta contro gli Egiziani, presa di Gerusalemme nel 587, conquista di Tiro). Nabucodonosor sarà attivo anche sul fronte interno, dando vita a una vera e propria rifondazione di Babilonia. Il sovrano si impegna anche nella Bassa Mesopotamia presso le città di Sippar, Ur e Uruk. 
L'ultimo sovrano di Babilonia, Nabonedo, è attivo perlopiù sul fronte interno, per ridimensionare o limitare il potere del clero di Marduk; Nabonedo trasferisce la residenza a Teima, nella penisola sud-arabica, lasciando la reggenza di Babilonia al figlio e mostrando un chiaro contrasto con gli ambienti sacerdotali e aristocratici babilonesi. Quando Ciro il Grande entra a Babilonia nel 539 a.C., il sovrano persiano si presenta come un liberatore che sottrae la città all'eretica politica portata avanti da Nabonedo nei confronti di Marduk.

giovedì 17 dicembre 2015

I SUMERI - PERIODO PROTODINASTICO: lo stendardo di Ur

Lo stendardo di Ur è una cassetta dalle facciate rettangolari e dai lati trapezoidali che mostrano una divisione in registri, i cui listelli divisori sono realizzati con piccole piastrine ottenute da conchiglie provenienti dell'oceano Indiano e con minuscoli frammenti di lapislazzuli.
Lo stendardo è stato rinvenuto presso il cimitero reale della città,  nella tomba 779, assieme ad altri straordinari corredi che rappresentano le più significative scoperte archeologiche di tutto il XX secolo.
Su un lato sono rappresentate scene di una guerra vinta dai Sumeri, nell'altro scene tipiche dei periodi di pace. Le figure, rappresentate in modo bidimensionale, sono distribuite in fasce orizzontali sovrapposte. In entrambi i pannelli la lettura narrativa procede dal basso verso l'alto e da sinistra a destra. 
La composizione è ritmica, anche se in ogni fascia le figure sono disposte a intervalli diversi, ed esprime il senso del movimento. I personaggi rilevanti sono rappresentati secondo i canoni convenzionali,  con il volto, le gambe e i piedi di profilo,  e gli occhi e il torace di fronte, per metternene in evidenza l'importanza. Prigionieri e schiavi hanno invece forme e peso più liberi. Il fondo, in entrambi i pannelli, è fatto di lapislazzuli, pietre dure di colore blu scuro, sul  quale sono state inserite conchiglie, pietre di calcare rosso e madreperle bianche. Le scene sono raccontate attraverso tre registri.
Facciata della guerra
Sulla facciate "della guerra", i registri mostrano i nemici travolti dai carri trainati dagli onagri delle milizie di Ur. I vinti sono fatti prigionieri e portati al cospetto del sovrano, dalle dimensioni maggiori, che li attende con tutta la corte e il cocchio reale. I soldati indossano lunghi mantelli e il capo è cinto da una cuffia. I carri da guerra avanzano per mezzo di ruote. Questa è la prima rappresentazione della ruota. Come si nota nello stendardo, le prime ruote erano di legno pieno, fatte con tre pezzi uniti tramite traverse di legno o corregge di cuoio. Erano di certo molto pesanti, ma hanno comunque rivoluzionato la storia dell'uomo. I carri erano trascinati da cavalli addestrati e molto curati.

Facciata della pace
Sulla facciata "della pace", vediamo lo svolgersi di un banchetto. Il sovrano beve davanti alla corte mentre musici suonano l'arpa. Il tema del banchetto,  già noto grazie ai sigilli della stessa epoca, assume un significato nuovo perché legato alla celebrazione delle imprese del sovrano, perdendo il suo valore di culto, rappresentato invece nelle placche votive del periodo Protodinastico e nel vaso protostorico in alabastro di Warka.
Nei registri inferiori si vedono servi, pastori, contadini che portano i loro prodotti a palazzo: sacchi di cereali, montoni, buoi, pesce,  legna.
I lati brevi dello stendardo erano composti da motivi mitologici che ricordano l'eroe, forse trasposizione del re stesso, che uccide la gazzella, l'aquila leontocefala che artiglia un toro androcefalo accovacciato, capridi rampanti, uno dei quali con una coppa in mano, e vaghe  rappresentazioni della natura selvatica.