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mercoledì 26 ottobre 2016

GLI ASSIRI - PERIODO PALEOASSIRO: il rilievo e l'arte del cesello

Anche in questo settore le testimonianze sono molto scarse. Inoltre i documenti a nostra disposizione sono dubbi in alcuni casi e contradditori in altri. 
Un frammento di stele di vittoria, quasi certamente da attribuire a Shamshi-Adad I, è il rilievo più significativo dell'Assiria amorrea. L'opera rappresenta la vittoria sul re nemico abbattuto con la mazza del trionfatore, su di un lato, e la figura del principe fatto prigioniero, con i ceppi ai polsi, sull'altro. 
La veste sfrangiata, come viene rappresentata sulla stele, appartiene alla tradizione settentrionale. Ma la concezione della stele della vittoria, la sua formulazione e la scelta di decorarne entrambi i lati sono chiari riferimenti alla tradizione meridionale che rappresenta un modello al quale la committenza sembra ispirarsi. 
Queste testimonianze di un processo di babilonizzazione, avvenuto con Shamshi-Adad, sono indizi di una ricercata continuità con le esperienze neosumeriche e della I dinastia di Babilonia, tanto da permettere da ipotizzare una probabile presenza di botteghe di origine meridionale nella settentrionale Assur. 

Le lastre di metallo, prezioso e non, modellate a sbalzo e gli oggetti realizzati a fuzione possono essere decorati, ma anche rifiniti in ogni particolare, con uno strumento che dà il suo nome a una delle più importanti tecniche orafe: il cesello.
Ferri da cesello
Il cesello è un piccolo scalpello con cui si possono lavorare tutti i metalli e le pietre dure. Non si conosce l'epoca in cui questo strumento è stato usato per la prima volta. I ferri da cesello, utilizzati anche nelle operazioni di sbalzo, sono delle aste, un tempo di ferro, adesso in acciaio, a sezione quadrata o tonda, con la testa di forme diverse, mentra il capo opposto è destinato a ricevere i colpi dei martelletti. Le sagome dei ferri da cesello dipendono dall'uso che l'orefice vuole farne: ci sono ferri lisci dalla testa tondeggiante, altri più appuntiti o percorsi da puntini, da piccoli motivi a stelle, fiori o cerchietti ma anche dotati di una texture  particolarmente ruvida che rende la superficie dei metalli granulosa (lavorazione sablé), utilizzata anche come supporto per la stesura degli smalti.
I ferri da cesello possono essere utilizzati sia sul rovescio della lastra per creare rilievi sia sul recto per definire anche con estrema minuzia i particolari. Con il cesello non ci si limita solo ai lavori su lastra, perché  esso si usa anche nelle finiture delle fusioni di qualunque grandezza. Con il cesello che schiaccia e il bulino che taglia il metallo si correggono le piccole e grandi imperfezioni delle statue, si perfezionano le parti incavate e quelle più superficiali e "grafiche", come le capigliature, certi motivi decorativi, o i particolari dei panneggi.


mercoledì 27 aprile 2016

I BABILONESI: il bronzo

Prende il nome di bronzo una categoria di leghe metalliche composte principalmente da rame (dal 70% al 90%) e stagno ma nella quale possono entrare anche piombo e zinco.
Si pensa che la lavorazione più antica abbia avuto inizio mediante martellatura dei metalli trovati allo stato nativo. La scoperta che il rame si può ottenere con fuoco da alcuni minerali come la cuprite, la malchite o
Pazuzu
l'azzurrite sembra collocarsi tra il 4000 e il 3500 a.C. Successivamente, l'aggiunta di altri minerali ha portato alla scoperta del bronzo, materiale più resistente e più facile da utilizzare mediante fusione.
Il punto di liquefazione del rame (1085°) è inferiore, tra i metalli usati in età preistorica, solo a quello del ferro (1530°), ma è molto superiore a quello degli altri metalli; la lega con questi lo abbassa però notevolmente.
Tuttavia la temperatura del metallo durante la lavorazione a stampo deve essere molto alta durante il getto così che la lega abbia la fliudità necessaria a penetrare ovunque e non subisca raffreddamenti eccessivi a contatto con la forma. Per questi motivi è presente lo stagno, il più importante e costoso tra i metalli "dolci" che entrano nelle leghe bronzee. Aumentando la percentuale di questo metallo, la lega diventa non soltanto più fluida, ma anche progressivamente più dura e più fragile allo stato solido.
L'insieme di queste caratteristiche è essenziale dal punto di vista del lavoro dello scultore. Infatti i bronzi contengono una forte percentuale di rame risultando più malleabili ma anche più imprecisi, circostanza che rende necessaria un'accurata rifinitura a sbalzo e a cesello. Le leghe che contengono alte percentuali di stagno e zinco presentano invece, allo stato fuso, un alto grado di fluidità che consente una perfetta circolazione all'interno della forma, della quale riproducono ogni minimo particolare, ma forniscono getti così duri e fragili da essere difficili da lavorare a freddo.